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Cronaca

MELANIA REA/ Spuntano le immagini delle svastiche incise sul cadavere

Melania ReaMelania Rea

UNA «FALSA FIRMA» - Per lo psichiatra comunque, «sia che si tratti di un depistaggio, sia che si tratti di un segno rituale, è comunque una “falsa firma”: cioè è un tentativo di indirizzare le indagini in una direzione di un certo tipo. O per ragioni di sfida, come accade nel caso dei delitti esoterici, o per ragioni di depistaggio, nell’ipotesi dell’uxoricidio per ragioni familiari o passionali compiuto dallo stesso Parolisi». Resta il fatto che rispetto al caso di Yara c’è una grande differenza. In quel caso infatti, spiega Meluzzi, i tagli «erano contestuali all’aggressione, e sono stati compiuti nella famosa notte del 26 novembre. Mentre invece in questo caso sembrano essere stati inferti successivamente». L’esperto ricorda del resto che «negli omicidi rituali la presenza di segni che rimandino alle sette sataniche è frequentissima, e appare proprio come una firma in codice lanciata allo stesso mondo di cui queste persone fanno parte. E’ un po’ come un segnale di attribuzione e di auto-celebrazione per lo scempio compiuto». Emblematico per esempio il caso degli omicidi compiuti dalle Bestie di Satana. Mentre sul modo con cui la vicenda è stata trattata dai media, Meluzzi osserva: «In tutti questi casi la lunghezza delle indagini e la curiosità della gente finisce sempre più spesso per amplificare i commenti e le interpretazioni di ogni singolo dettaglio che emerge e quindi apra ogni volta un giallo nel giallo. Un po’ come se in questa specie di criminality, di criminal-reality, ci fosse giorno per giorno uno stillicidio di dettagli in cui ognuno può esercitare la sua più o meno competente propensione al giallismo».

 

(Pietro Vernizzi)

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