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ABORTO/ Quello studio che fa scricchiolare la retorica di una scelta a "costo zero"

Pubblicazione:martedì 9 agosto 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’Osservatorio del Nord Ovest ha da poco condotto un’ indagine sulla legge 194 riguardo l’interruzione di gravidanza e i dati che ne emergono risultano interessanti e a tratti sorprendenti. Il primo che salta immediatamente agli occhi è quello che riguarda i giovanissimi: più di due terzi delle ragazze, come anche la maggior parte degli uomini maturi tra i 45 e i 54 anni, sono convinte che sia meglio mantenere la legge così com’è, mentre i giovani maschi quasi per metà vorrebbero su questo tema un atteggiamento più restrittivo da parte dello Stato. IlSussidiario.net ha chiesto di commentare questa discrepanza tra giovani uomini e donne a Giulia Galeotti, storica e saggista, autrice di numerose pubblicazioni su questo argomento: «Questo dato è interessante perché, se andiamo invece a vedere gli atteggiamenti di uomini e donne nei confronti dell’aborto fino a oggi, la maggiore criticità è ravvisata più dalle donne, che si sono presto accorte sulla loro pelle che abortire non è quella scelta “a costo zero” che era stata presentata. I maschi invece sono ancora favorevoli, perché ovviamente è una scelta che loro non vivono in prima persona e non sulla loro pelle. Quindi stupisce la notizia di una differenziazione sessuale, ma non quella di un nuovo atteggiamento nei confronti dell’aborto». Possiamo quindi dire che l’atteggiamento nei confronti dell’aborto è notevolmente cambiato nel corso del tempo?

«Possiamo dire che c’è un atteggiamento globale più contrario all’interruzione di gravidanza. Mentre con un occhio al passato, è interessante notare come dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Novanta, man mano che i vari paesi occidentali hanno legalizzato l’aborto, le leggi sono sempre state in realtà più restrittive. Per esempio la legge inglese del 1967 è molto più aperta rispetto alla legge tedesca creata dopo l’unificazione della Germania, che invece è molto più rigorosa nei confronti di questo tema».


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COMMENTI
10/08/2011 - Fatta la legge fatto l'inganno. (claudia mazzola)

Le donne povere dicono di abortire perchè non hanno di che vivere e quelle ricche allora perchè abortiscono? Si comprende che il motivo è altro, avere fatto una legge che lo permette.

 
10/08/2011 - Non meritiamo tanto (Giuseppe Crippa)

Sapere che l'atteggiamento dei giovani maschi nei confronti della legge 194 è ora un po' aperto a modifiche in senso restrittivo di quanto non fosse qualche tempo fa sorprende molto favorevolmente. La mia generazione, che ha perso senza combattere (o quasi) la guerra intentata quaranta anni fa dai radicali di Emma Bonino (salvata da un processo per procurato aborto da quella immunità parlamentare che oggi tutti consideriamo privilegio di casta) non merita di vedere segni di speranza di questo genere, ma come spesso accade Qualcuno è molto più generoso di quanto si possa immaginare...