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ABORTO/ Quello studio che fa scricchiolare la retorica di una scelta a "costo zero"

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Dall’indagine dell’Osservatorio del Nord Ovest emerge anche che in Italia la natalità continua ad essere bassa, ma è sempre più basso anche il ricorso all’aborto, tanto che nel 2010 il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è risultato in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente. «Da giovane donna quale sono – continua a spiegare Giulia Galeotti - leggo il problema della scarsa natalità tra le donne italiane non come un fatto di egoismo, ma come un problema oggettivo legato al mondo del lavoro. La gravidanza è vista ancora dai datori di lavoro come un grande handicap e purtroppo le donne risentono anche del troppo precariato: non credo che la politica si renda conto del fatto che questo problema stia influenzando l’identità di un’intera generazione, e che il fatto di essere precari, fa sì tirare fuori a molti giovani potenzialità e dinamismo intellettuale che forse le generazioni precedenti non avevano, ma sta anche rimodellando le coscienze. Purtroppo il dato della bassa natalità è molto preoccupante, e deve essere guardato in modo diverso da come si sta facendo ora».

Un' altra parte del sondaggio cerca di spiegare invece quanto religione e politica possano influenzare l’opinione degli italiani, arrivando a due conclusioni: la prima che la frequenza religiosa influisce in maniera determinante, e la seconda che le persone più inclini a modificare la legge 194 in senso restrittivo si trovano fra gli aderenti a partiti di ispirazione cristiana: «A differenza di quello che è accaduto in Spagna, – continua la Galeotti - credo che in Italia la tenuta dei valori morali e etici che vengono dal cattolicesimo abbia modellato in positivo e aiutato tante persone, anche coloro che non si professano cattolici. Quindi gli italiani mantengono queste radici, e nelle scelte bioetiche domina sicuramente più la religione dell’appartenenza politica».



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COMMENTI
10/08/2011 - Fatta la legge fatto l'inganno. (claudia mazzola)

Le donne povere dicono di abortire perchè non hanno di che vivere e quelle ricche allora perchè abortiscono? Si comprende che il motivo è altro, avere fatto una legge che lo permette.

 
10/08/2011 - Non meritiamo tanto (Giuseppe Crippa)

Sapere che l'atteggiamento dei giovani maschi nei confronti della legge 194 è ora un po' aperto a modifiche in senso restrittivo di quanto non fosse qualche tempo fa sorprende molto favorevolmente. La mia generazione, che ha perso senza combattere (o quasi) la guerra intentata quaranta anni fa dai radicali di Emma Bonino (salvata da un processo per procurato aborto da quella immunità parlamentare che oggi tutti consideriamo privilegio di casta) non merita di vedere segni di speranza di questo genere, ma come spesso accade Qualcuno è molto più generoso di quanto si possa immaginare...