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LONDRA IN FIAMME/ Rondoni: la rabbia di quei giovani, traditi dagli adulti

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Due poliziotti inglesi davanti a un edificio bruciato (Foto: ANSA)  Due poliziotti inglesi davanti a un edificio bruciato (Foto: ANSA)

Sì, ma ormai prevale sempre di più l’aspetto ideologico. Questa è una colpa molto grave della sinistra, italiana ed europea, che si è fatta infiltrare, svuotare e fregare da un pensiero che non è di sinistra, cioè sociale, ma è individualistico e capace di difendere soltanto una moralità astratta. Basti pensare ai vari Grillo e Di Pietro, che non fanno altro che scatenare di continuo l’ira contro la società e la politica.

David Cameron ha tentato di dare una risposta con la Big Society. Perché non c’è riuscito?

Probabilmente questi ragazzi non la capiscono, né hanno gli strumenti per farlo. E del resto dopo un secolo e mezzo in cui lo Stato è stato considerato come la mamma che bada a tutto, è troppo presto perché il nuovo discorso di Cameron sia assorbito in maniera facile da parte di larghe fasce della popolazione.

A livello popolare, quale può essere quindi la risposta a questi giovani?

Da tempo alcune persone più avvertite, non solo in Italia ma nel mondo, stanno dicendo che c’è una grande questione educativa. In molti la considerano come un grande problema, ma ancora non è stata affrontata veramente. In Italia c’è un sacco di gente che organizza convegni sull’emergenza educativa, e poi non fa nulla. Mentre adesso bisogna cambiare veramente, a partire dalla scuola, bisogna che gli adulti stiano di più con i ragazzi, che i preti stiano con loro in un certo modo, che gli imprenditori facciano bottega con loro, magari rinunciando a tempo e a soldi. Occorre cioè prendere sul serio il desiderio di vita che c’è nei ragazzi, invece che mortificarlo o spegnerlo con qualche predica. E per farlo gli adulti devono imparare a rischiare una proposta, lasciando ai ragazzi l’opportunità di rispondere liberamente. Tutto quello che sanno fare è vezzeggiarli, fregare loro i soldi, cercare il loro voto, ma di adulti che rischiano una proposta insieme ai ragazzi ce ne sono davvero pochissimi.

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
13/08/2011 - Fine di mondo (La Stampa 10/8/2011) (Paolo Fasce)

Nel bell'editoriale di Massimo Gramellini su La Stampa di mercoledì scorso si leggono in trasparenza le differenze tra il rivoltoso londinese che saccheggia scarpe griffate e i problemi reali del pianeta, incarnati dai bambini del Corno d'Africa e interpretati dai moti mediorientali resi possibili, credo, da una popolazione giovane, latitante in Europa. La conclusione è illuminante: "Quel ragazzo è il prodotto di questa bella scuola di vita. Mettiamolo pure in galera. Ma poi affrettiamoci a ricostruire la scuola". La scuola di vita occidentale è quella del bisogno indotto, quella della pubblicità che invoca il "diritto al lusso", quella dei più di mille euro annui pro capite spesi (in maggior parte) dai poveracci per il gioco d'azzardo, quella della deresponsabilizzazione dell'automobilista al quale si segnalano luoghi ed orari degli autovelox tutelandoli anche quando sono in doppia fila, quella della svalutazione delle culture, delle intelligenze, della scuola. "Affrettiamoci a ricostruire la scuola" e, per farlo, condizione necessaria è di certo investire su di essa, ma non basta: tutta la società deve essere coinvolta. Occorrono inchieste giornalistiche dedicate all'istruzione, ai modelli pedagogici, alle buone pratiche. Insegnanti e genitori devono conoscere la scuola finlandese, svedese, giapponese e coreana al fine di discutere su istanziazioni anche divergenti sulle quali avviare percorsi possibili dalla "scuola dell'autonomia" ancora ferma al "modello unico" generalme

 
09/08/2011 - Uno sguardo buono esiste da sempre. (claudia mazzola)

Ma quando mai l'essere umano non ha pensato all’usura, alla lussuria ed al potere? Gesù c'è apposta per ricordarci: a cosa serve conquistare il mondo intero se poi perdiamo l'anima?

 
09/08/2011 - commento mattutino (Diego Perna)

C'è molto di vero in quello che dice, ma spesso agli adulti' di cui sono un pessimo esponente, è reso difficile, oggi e non era così un tempo, prendere ad esempio un giovane a bottega e insegnargli un mestiere. Ci sono vincoli infiniti e spese insostenibili a riguardo, per cui in un tempo di vacche, che definire magre, è un eufemismo, diventa impossibile. Ma non è solo questo il motivo, bensì il fatto che nei mestieri dove il rapporto tra persone, giovani o adulte che siano,passa sopratutto in fatti concreti, è facile e immediato misurare ad esempio la qualità o l'assenza di questa, in un manufatto, senza tanti giri e discorsi; e così molti giovani, che facilmente oggi con le tecnologie informatiche, basta pigiare un tasto e ottenere un risultato apparentemente enorme, e dopo decenni in cui ha prevalso un pensiero che presume che un lavoro è degno solo se ti può consentire un Suv, le vacanze appunto a Londra o l'iphone ultimo modello, cambiare di botto è veramente arduo. Alcuni mestieri dove il rapporto umano era alla base della qualità dei prodotti, sono destinati a scomparire perchè anche molti intellettuali economisti e politici hanno continuato a dire che ci si deve adeguare alla globalizzazione, cosa quasi impossibile per molti di noi adulti artigiani. Lei, che è un poeta, ha una visione più adeguata della realtà, ma chi ci governa pensa e fa pensare, che la vita vale solo per il conto in banca o le ville in sardegna con annesse e connesse.Buona giornata e speriamo bene