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Cronaca

ARRESTO TARANTINI/ Estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, scattano le manette

In carcere l'imprenditore Gianpaolo Tarantini e la moglie Angela Devenuto. Avrebbero ricattato il capo del governo sulle feste con escort da loro stessi procurate a Berlusconi

L'imprenditore arrestatoL'imprenditore arrestato

Estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Con questa accusa è stato arrestato l'imprenditore Gianpaolo Tarantini. Con lui agli arresti anche la moglie Angela Devenuto. Ha eseguire l'ordinanza emessa dal Gip di Napoli Amelia Primavera, la Digos del capoluogo campano. L'indagine riguarda la vicenda di alcune donne che Tarantini avrebbe procurato a Berlusconi nell'estate del 2008, prostitute. In seguito lo stesso Tarantini avrebbe ricattato il capo del governo, chiedendo uno stipendio mensile di 500mila euro e avanzando richieste su Finameccanica, tramite la rete di società di consulenza dello stesso imprenditore pugliese. Per la magistratura che indaga, fanno fede alcune intercettazioni telefoniche tra Tarantini, la moglie e il direttore dell'Avanti, Walter Lavitola, anche lui indagato nella stessa inchiesta e coinvolto anche nell'indagine P4. Nelle telefonate, la magistratura identifica i versamenti fatti da Berlusconi al tarantini per tenerlo in silenzio sulla faccenda. Tarantini, nel processo a Bari in cui è coinvolto, avrebbe dovuto dichiarare che Berlusconi era all'oscuro di ospitare escori nelle sue abitazioni, escori procurate dallo stesso Tarantini. Secondo le fonti a disposizione, Berlusconi negherebbe di essere vittima di estorsione. Avrebbe consegnato quei soldi perché Tarantini si trovava in gravi difficoltà economiche: "Nulla di illecito" avrebbe detto, "mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio. Sono fatto così e nulla muterà il mio modo di essere''. A proposito di Lavitola, gli inquirenti pensano che questi avrebbe poi imbrogliato Tarantini, trattenendo per sé 400mila dei 500mila euro versati. Si tratta di tre anni di indagini seguite dalla Guardia di Finanza e consegnate ai magistrati un paio di mesi fa. Nei fascicoli raccolti, la testimonianza di una ventina di donne di cui due, Patrizia D'Addario e Terry Nicolò, che avrebbero ammesso di aver passato la notte con il premier. Gli inquirenti inoltre sostengono che con isoldi versati da Silvio Berlusconi, Tarantini avrebeb dovuto chiedere il patteggiamento nel processo che lo vede già coinvolto a Bari, in modo da evitare un processo pubblico in cui si sarebbe parlato delel telefonate intercettate e quindi della persona di Berlusconi che si sarebeb venuto a trovare in imbarazzo pubblico.

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