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USTICA/ La sentenza: i ministeri condannati a risarcire i parenti delle vittime

I ministeri dei trasporti e della difesa condannati a risarcire con circa cento milioni di euro i parenti delle 81 vittime morte nel disastro aereo di Ustica nel 1980

I resti del volo precipitato a Ustica I resti del volo precipitato a Ustica

Ustica, il caso del volo Itavia precipitato in mare: dopo 31 anni è arrivata una sentenza. I ministeri della difesa e dei trasporti sono stati infatti condannati a risarcire i parenti delle vittime (81 furono i morti) con il pagamento di più di cento milioni di euro. La sentenza è stata emessa dal giudice Protopisani del tribunale civile di Palermo a seguito di un processo durato tre anni. Ovviamente non si è trattato di condannare i ministeri per aver causato la caduta del volo (su cui rimangono ancora molti misteri), ma di non aver saputo garantire la sicurezza del volo stesso e di aver occultato i veri motivi della caduta con depistaggi e distruzione di atti. I fatti risalgono al 27 giugno 1980 quando un volo della compagnia Itavia, un Douglas DC-9 si squarciò in volo e precipitò nel mare senza dare alcuna comunicazione di eventuali danni. Si sono fatte nel corso degli anni ogni genere di ipotesi, dalla bomba a bordo a un duello aereo tra velivoli militari della Nato e della Libia in cui il volo civile rimase coinvolto, ma nulla di concreto è mai stato possibile provare. Secondo gli avvocati delle famiglie, causa dell'incidente fu un missile di origine francese o americana, che colpì il Douglas facendolo precipitare. Anche il defunto ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga aveva sostenuto questa ipotesi. "Ci si auspica vivamente che chi di dovere, nell'ambito delle proprie attribuzioni parlamentari, avvii ogni opportuna, ed a questo punto indefettibile, azione nei confronti della Francia e degli Stati Uniti affinché sia finalmente ammessa, dopo più di un trentennio, la responsabilità per il gravissimo attentato" hanno detto gli avvocati. Visto che si sospetta che lo scontro nei cieli fu con aerei libici, adesso che è caduto il regime del Colonello Gheddafi si spera di poter avere accesso agli archivi segreti e, sempre che il nuovo governo libico collabori, scoprire cosa avvenne davvero. Hanno infatti detto gli avvocati: "In concomitanza della caduta del regime di Gheddafi, la nazione sia direttamente informata del contenuto degli archivi dei servizi segreti libici nei quali si ha ragione di ritenere che siano contenuti ulteriori documentazioni rilevanti sul fatto. E ciò consentendosi un accesso diretto da parte dell'Italia senza alcuna manomissione".