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BERLUSCONI/ La Procura di Napoli: si presenti spontaneamente o accompagnamento coatto

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Il premier è alle corde: o si presenterà di sua spontanea volontà, presso la Procura di Napoli,  in un ventaglio di date che domani gli sarà presentato, nelle vesti di testimone e parte offesa, nell’ambito dell’inchiesta ai suoi danni, o sarà prelevato con la forza. La minaccia è netta: se non si recherà dai magistrati di sua iniziativa, sarà sottoposto ad accompagnamento coatto. In sostanza, si troverebbe le forze dell’ordine a citofonargli a casa per prenderlo, caricarlo su un mezzo adeguato, e condurlo sino a Napoli. E’ quanto si apprendere dalla Procura stessa. Un’ipotesi ventilata dallo stesso procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, questa mattina, ai microfoni di “24 mattino”, sull’emittente radiofonica Radio 24. Lepore ha specificato come nessun cittadino possa sottrarsi al faccia a faccia con i giudici, neanche il presidente del Consiglio. Berlusconi, che sarebbe dovuto comparire oggi, ha presentato una memoria difensiva e ha invocato il legittimo impedimento per la sua visita a Bruxelles, dove ha incontrato il presidente dell’Ue,  Herman Van Rompuy. Scopo della missione, illustrare e far comprendere gli obiettivi delle misure contenute nella manovra finanziaria alle istituzioni europee, dalle quali è giunto, del resto, il pressing maggiore per il repentino pareggio di bilancio; il premier, interloquendo con Van Rompuy, oltre a spiegare i passaggi della manovra, si è soffermato sul ruolo dell’opposizione in Italia. Ha denunciato, quindi, come partiti e giornali della minoranza parlamentare abbiano effettuato un’operazione di mistificazione del provvedimento, con dichiarazioni false e denigratorie. Da qui, la necessità - ha spiegato il capo del Governo - di chiarire, in ambito europeo, come le cose stiano realmente. «L'opposizione critica la manovra con l'unico desiderio di dare una spallata al governo senza capire che darebbe una spallata all'Italia e con la chiara intenzione di rovinare l'immagine del presidente del Consiglio ma così invece rovina l'Italia», ha dichiarato. In ogni caso, da giorni Berlusconi insiste nel dire che non ha nulla da temere dall’inchiesta.


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