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FINE VITA/ L'esperto: impedirà altri casi Englaro solo se approvato subito

Pubblicazione:martedì 13 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 13 settembre 2011, 7.26

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Se approvata, risulterebbe una misura pioneristica: «Non conosco legislazioni che, su questo punto, siano altrettanto rigorose - afferma -. Altrove, nel momento in cui si stabilisce che si può stabilire oggi per il domani il rifiuto di una cura, lo si fa allargando il campo; nel ddl in esame in Senato il campo, invece, è estremamente ristretto». Questo è ciò che la legge consente. Altrettanto importante, è ciò che non consente. «Non è da sottovalutare il fatto che la legge non permetta di inserire, nelle dichiarazioni anticipate di trattamento, il rifiuto di alimentazione e idratazione. Non dimentichiamo che l’iniziativa parlamentare nasce dal caso Englaro; allora la giurisprudenza andò oltre i principi condivisi dalla nostra società e contenuti nel nostro ordinamento. Il provvedimento, quindi, non fa altro che riaffermare e sancire quanto già esisteva. In sostanza, un tribunale non potrà più decretare la morte di un'altra Eluana». 

 

(Paolo Nessi) 



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COMMENTI
14/09/2011 - Perchè una legge serve (GIOVANNI PIERONI)

Dopo il caso Eluana era necessario intervenire legislativamente in quanto la giurisprudenza aveva aperto la strada ad un esito mortifero per situazioni del genere. Personalmente credo che il vescovo di Ravenna a differenza di tanti altri vescovi, non sia, con tutto il rispetto, molto attrezzato da un punto di vista giuridico.La crema dei giuristi italiani, malintenzionati a parte, convengono sulla necessità della legge. Ad ognuno il suo mestiere.

 
13/09/2011 - Almeno siate onesti (benedetta frigerio)

«La futura legge di Dichiarazione anticipata di trattamento (DAT) resterà come una porta aperta all'eutanasia. Non possiamo dire che va bene». Sono le parole del vescovo di Ravenna monsignor Giuseppe Verucchi, ignorate come quelle di altri vescovi. «Se apro – continua il Verucchi – un foro in una diga (anche piccolo) prima o poi la diga crolla. Ce ne accorgiamo che cresce l'idea che l'uomo sia "padrone " della vita e ne possa fare ciò che vuole?!» Monsignor Verucchi mette in guardia i cattolici dal relativismo: «Amiamo e difendiamo sempre la vita. Dal concepimento alla morte naturale. Non si può accettare l'aborto! Non possiamo accettare l'eutanasia. (…) Affidiamoci sempre meno al relativismo e sempre di più al bene e ai valori naturali e oggettivi. Forse abbiamo paura ad andare contro corrente» Volete comunque votare la legge? Fatelo, ma almeno siate onesti: non dite che è una norma che difende la vita, quando sapete bene quanto è pericolosa, tanto che cercate di correggerla in ogni modo, perché fa acqua da tutte le parti.