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VOLONTARIATO/ Come presentare la domanda. I termini e le scadenze

Le associazioni di volontariato che intendano accedere ai finanziamenti destinati a progetti sperimentali devono affrettarsi a presentare domanda entro il 4 ottobre.

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Le associazioni di volontariato che intendano accedere ai finanziamenti destinati a progetti sperimentali devono affrettarsi a presentare domanda. Hanno tempo, infatti, sino al 4 ottobre. E’ quanto ha stabilito il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con la Direttiva del 15 luglio 2011, che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 192 del 19 agosto 2011. Si tratta della direttiva – la cui pubblicazione ormai avviene tutti gli anni - contenente le specifiche linee di indirizzo in materia.

Il governo ha stanziato, per questo anno, complessivamente 2 milioni e 300mila euro di finanziamenti.

Le associazioni di volontariato, insieme o da sole, possono ottenere tali risorse relativamente allo sviluppo di progetti utili per la persona o la comunità.

Vi possono accedere, in particolare, quegli enti o associazioni a cui si è dato vita almeno da due anni (rispetto alla data di pubblicazione della direttiva in Gazzetta) e che siano iscritte regolarmente negli appositi registri regionali o provinciali del volontariato

Oltre agli anni in cui è stata costituita, la direttiva, prevede una serie di criteri minimi indispensabili per poter avere i titoli per chiedere i finanziamenti.

Anzitutto, il progetto presentato non può avere un costo complessivo eccedente i 40mila euro. In caso contrario, la domanda non sarà neanche presa in considerazione. Nel costo complessivo rientra sia la quota del contributo ministeriale, che quella a carico del soggetto che chiede il finanziamento. Le quote sono così ripartite: il 90% del costo ce lo mette il ministero, il restante 10 l’associazione. Non è, invece, compreso nel costo complessivo l’eventuale co-finanziamento da parte di pubblici o privati. Tale co-finanziamento, si legge sul sito del ministero, «non può costituire né la quota di contributo ministeriale (90%), né la quota parte dell'organizzazione proponente (10%)». L’associazione di volontariato deve, inoltre, specificare la provenienza di quel dieci per cento a suo carico in maniera dettagliata, come «quote associative, donazioni, quote di ammortamento delle strutture e delle attrezzature, valorizzazione delle  attività di volontariato».