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WALTER BONATTI/ La scomparsa del leggendario alpinista

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E' morto all'età di 81 anni Walter Bonatti, figura storica dell'alpinismo italiano. Era nato a Bergamo il 22 giugno 1930 e aveva cominciato a dedicarsi all'alpinismo giovanissimo: a soli 19 anni già si muove su vie impervie come quelle delle Dolomiti. Nel 1954 partecipa alla spedizione italiana sul K2, la prima a raggiungere la vetta. Bonatti, giovanissimo, fu insieme a un indiano la persona che portò le bombole di ossigeno necessarie ad Achille Compagnoni per raggiungere la cima. L'episodio rimase controverso, Bonatti infatti rimase solo in un campo vicino alla vetta con la guida indiana mentre gli altri alpinisti procedevano verso la vetta, trovandosi a una temperatura di meno cinquanta graid senza attrezzatura e tende. Riuscì a sopravvivere miracolosamente.  L'episodio porterà a lunghe polemiche mai sopite nel corso dei decenni, tanto che da allora Bonatti preferì dedicarsi a spedizioni in solitaria. E' nel 1955 che compie una delle sue prime grandi imprese, la scalata del Petit Dru sul Monte Bianco, una delle sue mete preferite. In Val d'Aosta metterà la sua sede, precisamente a Courmayer, partendo ben presto per scalate in tutto il mondo: Ande, Karakorum, Patagonia tra le altre. Ma è sempre il gruppo del Monte Bianco ad attirarlo maggiormente, tanto che nel 1961 è protagonista di una brutta avventura che terminerà con la morte di quattro alpinisti. Bonatti e altri due italiani, Oggioni e Gallieni, infatti, intenti a scalare il Pilone Centrale del Freney nel gruppo del Bianco, una cima su cui ancora nessuno era giunto, si uniscono durante la scalata a quattro alpinisti francesi. Il maltempo li sorprende e a cento metri dalla vetta si decide il ritorno alla base: purtroppo moriranno in quattro. A sopravvivere Bonatti, Gallieni e uno dei francesi. La sua ultima impresa risale al 1965, quando apre una nuova via in solitaria invernale sulla parete nord del Cervino. Per questa impresa gli verrà riconosciuta la medaglia d'oro della Repubblica italiana. Continuerà ad occupassi di alpinismo come giornalista, scrittore e inviato speciale. Nel 2004 viene insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce.



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