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IL CASO/ Morresi: il tribunale toglie una figlia a due anziani? Ecco i risultati dei desideri-diritti

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«C’è da domandarsi come sia possibile che, in certe parti del mondo, la tecnica legittimi una situazione del genere in nome del desiderio di avere un figlio». E, proprio sui desideri “impazziti” sta il nocciolo della vicenda. «Il punto è che la tecnica ha indotto nelle persone dei desideri che prima, semplicemente, non esistevano. Oggetto di tali desiderio è l’avere un figlio, costi quel che costi». Il desiderio indotto dalla tecnica, poi, ha  subito un ulteriore passaggio. «Si è iniziato a considerarlo un diritto – spiega la Morresi –. Ma non solo, del resto, avere un figlio a quell’età non può essere reputato un diritto, ma non può esserlo neppure avere un figlio. Esiste, infatti, li diritto a potersi formare una famiglia senza impedimenti, legali o di altro genere, ma l’avere un figlio rimane solamente un desiderio». Che rimane legittimo fino a quando attiene alla natura dell’uomo.

«Ovvero – continua – fino a quanto ne esistono le prerogative strutturali, costituite anche dai tempi e dai modi del concepimento. Quando si prescinde da ciò, si sorpassa l’essenza stessa dell’uomo, snaturandola». Ma oggi, quanto mai, il concetto di natura, nel senso di essenza, appare astratto e confuso. «Sarebbe necessaria una riflessione sul diritto naturale, per comprendere in cosa consista realmente la natura dell’uomo, cosa la completi o cosa la stravolga; perché non si continui a mescolare scienza, tecnica, natura,  diritti e desideri come fossero parte di un’unità indifferenziata».

 

(Paolo Nessi)

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