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BANCO ALIMENTARE/ Pericolo di blocco degli aiuti Ue: 18 milioni a rischio fame

Pubblicazione:sabato 17 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 18 settembre 2011, 12.46

Il magazzino di una industria alimentare (Foto: ANSA) Il magazzino di una industria alimentare (Foto: ANSA)

“Il regolamento Ue era stato fatto inizialmente per aiutare gli agricoltori, in un’ottica sussidiaria – spiega sempre Lucchini -. L’agricoltura infatti è un bene vivo, la produzione è soggetta anche a fattori imprevedibili come ad esempio quelli di tipo climatico. Però è un bene necessario per la sopravvivenza dell’uomo: puoi smettere di produrre qualsiasi altro bene, ma avremo sempre bisogno di mangiare. Questi contributi Ue garantivano quindi che, se c’era una domanda inferiore all’offerta, i prodotti fossero ritirati dal mercato per mantenere un prezzo che soddisfacesse almeno in parte il reddito dell’agricoltura. In seguito, siamo arrivati a una produzione agricola più statalista, per cui nessuno Stato può produrre più di certi livelli per evitare gli sprechi. Nel 2008 per esempio c'è stata una grande riduzione della disponibilità di beni agricoli e così, quando è aumentata la domanda, l’offerta non è riuscita a salire di pari passo. Il vero statalismo quindi è quello di chi si oppone agli aiuti alimentari, e non di chi è a favore”.



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