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IL FATTO/ Quei giudici che "abusano" di una bambina di 16 mesi

Secondo GIUSEPPE ZOLA i giudici che hanno dichiarato una bimba di 16 mesi adottabile, in ragione dell’anzianità dei genitori, hanno effettuato un’operazione degna di uno Stato etico

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Qualche giorno fa un tribunale scozzese ha tolto ad una famiglia irreprensibile 4 dei suoi 8 figli, perché ritenuti troppo grassi (essendo oggi l'obesità la nuova ossessione della ricca borghesia): essere magri è l'ideale di questo periodo, anche se non basta essere magri per entrare nella cruna dell'ago evangelico. Ci vuole ben altro per il benessere della persona di fronte al reale. E se un obeso fosse felice (dicono che San Tommaso non fosse proprio magro)?

Ieri un tribunale italiano ha dichiarato adottabile una bimba di 16 mesi, perché, in buona sostanza, i genitori sarebbero troppo anziani (lei 57, lui 70). C'è da preoccuparsi in modo grave. Sta succedendo che è in atto una incredibile intrusione negli affari interni della famiglia. Molti, grazie anche ilSussidiario.net, ora parlano di sussidiarietà, anche se troppi dimenticano che il primo grado di sussidiarietà deve essere applicato proprio nei confronti della famiglia. Vorrei fare alcune osservazioni a prescindere da come sia arrivata quella bimba in quella famiglia: ne ha già parlato bene Assuntina Morresi. Io vorrei partire dal fatto che quella bambina c'è ed è arrivata in questo mondo attraverso quella precisa famiglia. Premesso che un minore può essere sottratto ai genitori solo in caso di "abbandono", mi sembra che tutte le ragioni addotte dal tribunale non rispettino il dettato costituzionale, che configura la famiglia come una società "naturale" (fondata sul matrimonio).

Se ci troviamo di fronte ad una società naturale, ogni intervento esterno può avvenire solo per fatti di grande rilevanza e nell'interesse del minore. Nel nostro caso, mi pare proprio che si possa parlare di intromissione indebita, nella quale, tra l'altro, il tribunale sembra essersi abbandonato in toto alle tesi dei consulenti, rinunciando ad esercitare il compito del libero convincimento, che non può prescindere dall'uso del buon senso. Come si può allontanare una bimba di 16 mesi dai propri genitori solo sulla base di alcuni timori inverificati e sulla base di considerazioni in cui si confondono principi morali (liberi per loro natura) con principi giuridici (coercitivi per loro natura).


COMMENTI
18/09/2011 - 3,70.57 (M.Rita Bianco)

Non mi sembra che il punto sia soltanto quello evidenziato nell'articolo. Non voglio discutere questa sentenza. Il punto, a mio avviso è molto più a monte. Oggi ci troviamo di fronte al fatto che coppie di vario genere, con fattori NON adatti oggettivamente ad avere ed allevare figli: persone da sole, in età avanzata, ad un certo punto della vita si alzano e decisono di inserire nel loro cammino, quale che sia, un altro elemento! Un elemento di carne e ossa, una vita, un bambino! E lo fanno scegliendo il metodo più adatto a loro, scegliendo il paese che permette loro questo, come si farebbe andando in un negozio che ha un oggetto che qui non trovi o è proibito comperare...vai dove la legge te lo permette!!!! Tanti sono i metodi e li abbiamo visti in questi ultimi anni dilatarsi secondo la fantasia e le possibilità economiche delle persone... Associazioni contro il maltrattamento dei bambini esistono? Sì. Il Tribunale può intervenire? Sì. E non è maltrattamento di un bambino, gravissimo, perchè a priori, fare un figlio per il tuo puro, schifoso egoismo, senza pensare nemmeno un attimo cosa ne sarà di lui????? Io dico che è un delitto!

 
17/09/2011 - articolo di zola (maria gonano)

sono totalmente d'accordo con quanto scritto. Mi auguro che sulle tematiche della famiglia Giueppe Zola abbia a collaborare con il Sussidiario.