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OMICIDIO MELANIA REA/ Nuovi sviluppi, trovate impronte di scarpa da donna sul sangue di Carmela

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La casetta nel bosco dove sono state trovate le nuove impronte, foto Ansa  La casetta nel bosco dove sono state trovate le nuove impronte, foto Ansa

Ancora un nuovo sviluppo nel caso senza fine della morte di Melania Rea. Come si sa, l'unico accusato dell'assassinio della donna è il marito Salvatore Parolisi, che si trova in carcere ormai da tempo. Su di lui tutta una serie di indizi che per l'accusa dimostrerebbero la sua colpevolezza, anche se in realtà non c'è alcuna prova della sua presenza sul luogo del delitto. L'accusa infatti si basa su prove che sarebbero fornite dal comportamento e dalle dichiarazioni dell'uomo, spesso in contraddizione, più la lettura dei messaggi intercorsi tra lui e la sua amante, la soldatessa Ludovica. Parolisi continua però a dichiararsi innocente. Intanto l'ultimo colpo di scena: sul luogo del delitto è stata individuata quella che gli inquirenti hanno definito una traccia femminile. Nel luogo dove venne ritrovato il cadavere di Melania Rea, vicino a una casetta di legno nel bosco, dove era caduto il sangue della donna, due tracce di impronte di scarpe. Essendo le tracce identificate nella misura del 37 o del 38, si ritiene che proprio per la misura le scarpe siano appartenute a una donna. Salvatore Parolisi ad esempio calza scarpe di numero 43. Non si esclude possano essere le impronte della misteriosa persona, che non si è mai voluta rivelare che diede l'allarme telefonicamente del ritrovamento del cadavere quel 20 aprile. Certo, non si può neanche escludere che ad avvertire la polizia possa essere stato l'assassino stesso. Per la precisione, le tracce sono state rinvenute sulla piattaforma della casetta di legno, come se l'assassino o la persona che si era trovata sul luogo del delitto quel giorno, avesse camminato lì sopra per chissà quale motivo, forse allontanandosi. A rendere ancora più misterioso il ritrovamento, il fatto che i segni delle impronte fanno capire che chi le ha lasciate stesse camminando in punta di piedi: proprio come un assassino che si aggira sul luogo del delitto e che cerca di non lasciare segni. Ovviamente esultano alla notizia gli avvocati difensori di Parolisi, che commentano che  il ritrovamento debba riaprire del tutto il caso. Il fatto però che l'assassino materiale di Melania Rea non sia Parolisi, non esclude la sua complicità nell'omicidio stesso, anche se verrebbe da pensare che il movente possa essere stato, ne caso l'omicida sia una donna, una gelosia tra le tante amanti con cui il caporale dell'esercito aveva avuto relazioni.



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