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AIUTI ALIMENTARI (PEAD)/ Ciolos e Sawicki (Ue): una minoranza di sei Stati paralizza l’Europa

Il commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos e il presidente di turno del Consiglio agricolo Marek Sawicki contestano la decisione del blocco di minoranza di tagliare il Pead 

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La riunione di ieri dei ministri dell’Agricoltura europei non ha decretato il tanto auspicato ripristino del Pead, il Programma di aiuti alimentari europeo, drasticamente ridotto da una sentenza della Corte di Giustizia europea di aprile. Allora la Corte accettò un ricorso presentato da Germania e appoggiato da Svezia, Regno Unito, Danimarca, Repubblica Ceca e Austria che prevedeva che il programma da 480 milioni, cifra stabilità nel 2008 dal presidente della Commissione Europea Barroso, venisse ridimensionato a 113, la cifra precedente al 2008. Una decisione presa da una minoranza, contro cui le istituzioni dell’Europa – Commissione e Parlamento – si stanno battendo affinché i 18 milioni di poveri stimati in Europa non abbiano a patire la fame.

Tale minoranza è stata contestata duramente anche dai  commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos e dal presidente di turno del Consiglio agricolo Marek Sawicki nel corso della riunione dei ministri dell’Agricoltura europea di ieri. Secondo i due alti funzionari, va assolutamente sottolineato come l’impossibilità di approvare il regolamento che consentirebbe di ripristinare il programma per gli indigenti per il 2012 e il 2013 dipenda  unicamente da «sei stati membri che hanno costituito una minoranza di blocco» e che della loro decisione dovranno assumersi la «responsabilità politica». Il problema è nelle regole: il trattato di Lisbona, infatti,  prevede che una minoranza di blocco, per essere tale, sia composta da almeno quattro Stati membri che rappresentino più del 35% della popolazione dell’Ue. I due, poi, hanno proseguito sostenendo, sarcasticamente, che esistono alcuni Stati membri convinti del fatto che nell’Ue ci siano esclusivamente «persone sazie e benestanti»; ma secondo Sawicki «cancellare questo programma non farà sparire i poveri». Il commissario ha aggiunto che la proposta della Commissione consentirebbe di acquistare prodotti «sul mercato piuttosto che attingere dagli stock dell'intervento pubblico». Il problema, ha spiegato, è che gli stock contengono solamente risorse per 100 milioni e se i 500, precedentemente stanziati non saranno utilizzati per gli aiuti agli indigenti non potranno, in futuro, più essere utilizzati a tale scopo.