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LEGGE 40/ L’esperto: così la nostra Costituzione ci salva dall’Europa

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Perché tra i suoi obiettivi c’è quello di opporsi alla selezione eugenetica e impedire che possa essere lesa l’integrità dell’embrione. Cosa che invece avviene inevitabilmente con la diagnosi preimpianto, perché sono formati più embrioni, si selezionano quelli sani, si scartano quelli affetti da patologie e si impiantano soltanto gli altri. E quindi gli embrioni affetti da patologie sono distrutti. E’ una situazione diversa rispetto a quella della sindrome da Hiv, nella quale sono puliti i gameti quando ancora non esiste una vita umana, ma soltanto delle cellule sessuali, maschili o femminili. Proprio per questo, ritengo che la Corte di Strasburgo non potrà esprimersi in modo positivo sul ricorso.

 

La coppia italiana però si è appellata al suo diritto al rispetto della vita privata e familiare. Che cosa significa?

 

Il concetto di diritto alla vita privata e familiare è tipicamente nordamericano e anglosassone. Ed è legato a quelle normative che vedono nell’individuo il punto di riferimento dell’ordinamento giuridico. Al contrario dell’ordinamento italiano, dove la pietra angolare è la tutela della persona umana intesa come bene giuridico in sé. Mentre nei Paesi nordamericani è l’individuo, cioè le sue scelte finalizzate alla propria realizzazione, che deve essere rispettato, e la realizzazione dell’individuo è il punto di riferimento dell’ordinamento. Questo significa che se per realizzare la vita individuale e familiare è necessario eliminare un altro soggetto, questa possibilità non è esclusa dalla giurisprudenza. Proprio come nella diagnosi preimpianto, nella quale inevitabilmente si eliminano altri embrioni, che hanno comunque una loro soggettività giuridica e sono vite umane.

 

In virtù di quali valori si può accettare di sacrificare una vita umana?


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