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SCONTRI A LAMPEDUSA/ Blangiardo: i rimpatri, l'unica soluzione all'esasperazione

Pubblicazione:mercoledì 21 settembre 2011

I tunisini caricati dalla polizia I tunisini caricati dalla polizia

SCONTRI A LAMPEDUSA: QUALE SOLUZIONE? Il conflitto tra tunisini, forze dell’ordine e cittadini, a Lampedusa, sembra aver travalicato i livelli di guardia. Dopo l’incendio di ieri al Centro di prima accoglienza, i migranti – sono ancore 1040 quelli rimasti sull’isola – non sanno dove stare, mentre i cittadini chiedono insistentemente che lascino al più presto Lampedusa. «E’ una situazione di tale esasperazione che, per uscirne, l’unica soluzione sembra consistere nel concedere all'isola una qualche sovranità  in modo tale che vi approdi non possa considerarsi né in Italia né in Europa», ironizza Giancarlo Blangiardo, Docente di Demografia presso l'Università di Milano-Bicocca interpellato da ilSussidiario.net. ll problema è che le richieste dei lampedusani non si limitano al piano verbale. Agli scontri tra tunisini e polizia, infatti, hanno preso parte anche alcuni cittadini che hanno lanciato sassi contri gli immigrati.

Il sindaco Bernardino De Rubeis, dal canto suo, continua a lanciare appelli accorati: al premier, al ministro dell’Interno e al presidente della Repubblica, perché le promesse di sgombero dell’isola siano mantenute (ma ad oggi vengono trasferiti altrove solo cento immigrati al giorno). De Rubeis, interpretando il sentimento dei sui cittadini, ha denunciato, rivolto alle istituzioni: «Se hanno deciso che la nostra isola deve diventare un carcere a cielo aperto che lo dicano una buona volta». Poi, ha fatto sapere che d’ora in poi l’amministrazione accoglierà esclusivamente i profughi, status che non può esser conferito ai tunisini che, secondo il Primo cittadino, «arrivano da noi esclusivamente per motivi economici e non sono casi umanitari». Nel frattempo, alcuni dei manifestanti hanno fatto irruzione con tre bombole del gas al ristorante Delfino Blu, minacciando di farle esplodere, mentre qualche centinaia di questi protestava nei pressi di una pompa delle benzina caricati dalla polizia. Sembra uno scenario da guerra civile.

Anche se Blangiardo spiega che non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze. «Non escludo che le proteste siano state amplificate oltremodo dai media. Certo, si tratta di un episodio da non sottovalutare. Tuttavia, non credo che siamo di fronte ad un allarme sociale di immane proporzioni».

 

 


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