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STRAGE DI USTICA/ Il giudice Priore: vi “svelo” i nostri segreti di Stato su libici e francesi

L'arrivo del relitto a Bologna (Foto Ansa)   L'arrivo del relitto a Bologna (Foto Ansa)

«Sembrava che la responsabilità fosse della Francia, un paese amico e alleato, con cui avevamo intensi rapporti. Non si poteva, quindi, accusarla sic et simpliciter. C’era un segreto, inoltre, riguardante i “buchi” della rete radar NaDge (la rete radar della Nato ndr). Gli aerei libici, infatti, entravano e uscivano dai cieli dell’Europa senza alcuna limitazione, come e quando volevano; si erano scavati una serie di “corridoi” nel sistema di rilevamento grazie a qualcuno che gli aveva fornito le informazioni necessarie». Il perché del trattamento privilegiato è facilmente intuibile. «Oltre ad avere ottimi rapporti con la Francia, facevamo affari con la Libia e in molti avevano l’interesse a mantenere  buoni legami di amicizia».

Qualcuno, quindi, da sempre è a conoscenza di come siano andate realmente le cose. «I detentori di un tale segreto potevano essere i servizi segreti e alcuni ufficiali militari. Oltre a Cossiga che ammise di aver sempre saputo come fossero andati i fatti, e imputò l’accaduto ad un aereo francese»; secondo il presidente emerito, un velivolo proveniente da Parigi tentò di abbattere un aereo libico in cui si pensava viaggiasse Gheddafi ma, semplicemente, sbagliò mira. 

 

(Paolo Nessi

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