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Cronaca

MELANIA REA/ Il fratello Michele a Domenica Cinque: se giudicato colpevole, Parolisi può rivedere la figlia?

Continua a far discutere il caso Melania Rea, la donna uccisa con 37 coltellate il 18 aprile scorso nel boschetto di Ripe di Civitella di Teramo, questa volta dagli studi di Domenica Cinque

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Continua a far discutere il caso Melania Rea, la donna uccisa con 37 coltellate il 18 aprile scorso nel boschetto di Ripe di Civitella di Teramo, questa volta dagli studi di Domenica Cinque: Michele Rea, il fratello della vittima, era infatti presenta alla prima parte della trasmissione e ha parlato riguardo al rapporto tra Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio di Melania, e la figlia Vittoria: «Sarà il tribunale a decidere se Vittoria dovrà vedere il padre, ma mi chiedo se sia giusto che Vittoria lo veda se questi sarà dichiarato l’omicida della madre». Dubbi legittimi da parte di un uomo che si è visto portare via in un modo così brutale la sorella e che adesso non è convinto della buona fede di Parolisi: «Credo che sia colpevole, ma resta da capire in che misura lo è. Sicuramente è colpevole per i tradimenti, ma ciò che più ci preme è l’omicidio, e lui c’entra qualcosa. Adesso dice che ama Melania, ma fino a un mese prima della sua morte, aveva altre donne alle quali diceva di non amarla più. Come posso fidarmi di lui? Potrebbe mentire anche adesso». Riguardo ai tradimenti di Parolisi, infatti, Miche Rea ammette di aver «trovato sul computer di mio padre una chat del 21 aprile 2010 tra Salvatore e Ludovica con messaggi molto spinti; se li avessimo trovati prima forse avremmo potuto evitare quella tragedia». Solo pochi giorni fa una spettatrice, attraverso il blog di Pomeriggio Cinque aveva aggiunto un elemento sul caso di questo omicidio e Barbara D’Urso aveva letto la lettera nel corso della trasmissione in cui la donna ha raccontato di esser stata un allieva di Salvatore Parolisi, caporalmaggiore e addestratore delle reclute donne del reggimento Piceno. L’ex recluta ha raccontato cose terribili sul conto di Parolisi, affermando che l’uomo era «un bastardo, cattivo, nei suoi occhi c'era tanta malizia; dava comandi e insulti». A quanto si apprende, la donna ha lasciato il suo cellulare per essere contattata dalla redazione del programma e confermare quanto scritto. Secondo la produzione che ha deciso di contattarla, la sua testimonianza sarebbe risultata attendibile.