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BAGNASCO/ La prolusione al Consiglio della Cei: occorrono azioni nobili

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Il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione al Consiglio della Cei, di cui è presidente, ha passato in disamina l’attuale contesto sociale, e le incertezze che lo dominano. Secondo l’arci-vescovo di Genova si è capito tropo tardi che la crisi economica avrebbe generato effetti ben più vasti e prorompenti di quanto si pensava in un primo momento. Effetti travalicanti il mero ambito finanziario, ma in grado di investire tutte le dimensioni della persona, suscitando amarezza, assenza di speranza nel futuro, cinismo e rassegnazioni. Di fronte ad una tale situazione i vescovi, ha detto Bagnasco, sono chiamati a incidere ancora di più nella società: «Vorremmo cioè, con passo lieve, accostarci al cuore di ciascuno dei nostri connazionali, e dire la parola più grande e più cara che abbiamo, e che raccoglie ogni buona parola umana: Gesù Cristo». Affrontando la questione morale che sembra dominare il dibattito italiano, ha spiegato come i «i comportamenti licenziosi e le relazioni improprie» sono di per sé stessi nocivi per la società, nella quale producono danni oggettivi. Non importa, ha aggiunto, se chi li compie sia più o meno noto. Il discorso, è rivolto a tutti. Bagnasco, poi, ha parlato della necessità, ovviamente figurata, di «purificare l'aria, perché le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate». Riferendosi, invece, al mondo politico ha espresso il proprio rammarico per l’ostinazione con cui governo, maggioranza e opposizione non siano in grado di operare al di là delle rivalse e degli interessi personali. «Mortifica soprattutto – ha detto - dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui». I racconti che continuano a rincorrersi, «se comprovati, a livelli diversi, rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». E’ necessario, quindi,che chi faccia politica torni al rispetto di valori come la misura, l’onore e il decoro. Dura la sua denuncia di un sistema in cui prevalgono comitati d’affari che «si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica».



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COMMENTI
26/09/2011 - Unità (Alberto Consorteria)

Unità dei cattolici in politica? Ci parla di questo Bagnasco? Sarebbe anche ora!