BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Augusto Barbera: ci insegna che c'è una ragione più grande della libertà

Pubblicazione:lunedì 26 settembre 2011

Benedetto XVI (Ansa) Benedetto XVI (Ansa)

«Il discorso di Papa Benedetto XVI al Parlamento tedesco ha il pregio di ripartire dal valore del diritto naturale, che è legato all’idea di ragione e al "sentimento profondo" dei popoli, ed è quindi qualcosa di più radicato rispetto alla legge come espressione della maggioranza del momento». Lo afferma Augusto Barbera, professore di Diritto costituzionale nell’Università di Bologna, intervistato da Ilsussidiario.net sull’intervento del Papa nel corso della sua visita in Germania.

Per Barbera l’idea di diritto del Papa non può essere disgiunta dalla sua concezione della libertà, che si esprime «attraverso la responsabilità e il rapporto con gli altri e che quindi, a differenza dell’autodeterminazione assoluta, è l’unica a non portare a un esito autodistruttivo». Per il Papa, «nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e dell’umanità, il principio maggioritario non basta».

In uno Stato democratico, quali limiti è possibile porre al potere della maggioranza?

Negli Stati moderni, il principio di maggioranza incontra dei limiti nelle regole costituzionali fissate dalla Carta fondamentale, e che devono essere regole condivise da maggioranza e opposizione. Questo non toglie però che la tecnica decisionale basata sul principio di maggioranza è l’essenza stessa della democrazia. Questo è un valore imprescindibile, ed è indispensabile che la minoranza accetti la decisione della maggioranza. Ma d’altra parte è anche giusta una critica al principio di maggioranza, come quella formulata dal Papa, se questa significa che devono esserci alcuni valori condivisi, in nome dei quali è possibile opporsi alla stessa maggioranza del momento. E che questi valori devono essere espressi nella Costituzione.

Sempre Benedetto XVI afferma che per lo sviluppo del diritto e per lo sviluppo dell’umanità è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso. Che cosa intende dire?

Ritengo che questa frase sia una valorizzazione del contributo dell’Illuminismo, che il Papa aveva già compiuto nel corso del suo dialogo con Habermas. In quell’occasione Ratzinger aveva affermato che l’Illuminismo è stato un passaggio importante per l’umanità e aveva rivendicato al pensiero cristiano anche quel seme che ha portato poi a questi risultati. Benedetto XVI ha ragione, perché è stato proprio il Cristianesimo che nel corso nei secoli ha separato la legge dal precetto religioso, a differenza di quanto invece avviene tuttora nell’Islam o nell’Ebraismo ortodosso. La ritengo una conquista importantissima. Non è un caso che a formularla in modo così netto sia appunto Ratzinger, il Papa che ha cambiato il rapporto della Chiesa con la tradizione illuministica e liberale. E che dunque ha valorizzato quei teologi cristiani in cui si incontrano i principi democratico-liberali e la dottrina cattolica, la cui sintesi ha poi trovato la sua massima espressione nella Dignitatis Humanae del Concilio Vaticano II.

Il Papa nel suo discorso rivendica l’importanza del diritto naturale …


  PAG. SUCC. >