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RIMINI/ Uccide il padre a coltellate, Antonio Lorenzoni di Secchiano di Novafeltria

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Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Dramma familiare nel riminese. E' successo in provincia di Rimini, precisamente a Secchiano di Novafeltria. Un giovane di 25 anni ha ucciso a coltellate il padre di 60 anni. Sembra che il ragazzo soffrisse di problemi mentali e che il suo gesto sia stato conseguenza di una lite con il genitore. L'uomo, Antonio Lorenzoni, era un artigiano del mobile piuttosto conosciuto nel riminese. E' stato lo stesso assassino a chiamare i soccorsi verso le 5 del mattino, quando presumibilmente è avvenuta la tragedia: "Venite" ha detto "ho accoltellato mio padre, l'ho ucciso". L'autore dell'omicidio è stato preso in custodia dal forze dell'ordine che lo hanno portato al carcere di Villa Fastiggi a Pesaro mentre la madre è stata ricoverata in stato di choc. Il sessantenne è morto per una fatale e ultima coltellata all'addome. Il personale medico giunto sulla scena del delitto ha solo potuto constatare il decesso del Lorenzoni. Oltre al figlio che lo ha ucciso, aveva anche tre figlie che non si trovavano nell'abitazione. Al momento non si hanno altri dettagli della faccenda. Non si sa ad esempio se il giovane assassino avesse già dato vita episodi di violenza in passato, n quanto le sue condizioni mentali potessero far pensare a un gesto del genere. Il ragazzo, dopo aver litigato con il padre sembra per futili motivi, ha preso un coltello e lo ha colpito diverse volte fino a ferirl all'addome, colpo che è stato fatatel. Poi, in evidente stato di agitazione, ha chiamato i soccorsi dicendo di aver ucciso il padre. La madre non ha potuto reagire e ha assistito alla scena, finendo poi ovviamente in stato di shock. La famiglia abitava nel riminese, precisamente a Secchiano di Novafeltria, in una abitazioen in via don Milani. Antonio Lorenzoni, di 60 anni, era noto per la sua abilità e capacità nel lavorare i mobili, sia come restauratore che come costruttore di mobilia. Situazioni analoghe succedono spesso, quando le famiglie sono abituate a convviere con figli o genitori malati di mente che subiscono talvolta raptus di follia estremi che li portano ad atti terribili come quello di oggi nel riminese.



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