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SARAH SCAZZI/ La procura: Sabrina e Cosima Misseri restino in carcere

Pubblicazione:lunedì 26 settembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

«Quando leggete sui giornali che “quel delinquente era libero grazie alle scarcerazioni facili, ragionate sul difficile lavoro dei giudici e pensate che, per un detenuto premiato che torna a fare un reato, ce ne sono altri cento che lavorano onestamente e di cui nessuno parla». Secondo la donna, il problema è che raramente si dà spazio sugli organi di informazione a quanto accade realmente i una prigione. Certo, si discute di incertezza della pene, sicurezza, delinquenza. Ma nessuno, è la sua opinione, che mai racconti «le umiliazioni, il duro lavoro dei poliziotti penitenziari, i diritti assicurati, quelli negati».

Vincenza, poi, ha invitato a leggere gli avvenimenti con occhio critico, andandosi a cercare le notizie che realmente corrispondono ai fatti e a non lasciarsi sopraffare dai pregiudizi. «Una vita senza pregiudizi e aperta agli altri è più bella per chi vi sta attorno. Ma anche per voi stessi».  La donna, infine, si è rivolta direttamente la mondo del giornalismo, invitandone gli addetti a scoprire il suo, di mondo: «Entrare nel carcere è una grande opportunità per voi giornalisti, perché fare una informazione corretta sulla “città perduta” è molto difficile, ma trovarsi direttamente sul campo è un'esperienza impagabile oltre che molto formativa»



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