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BAGNASCO/ Nessuna "spallata" a Berlusconi, la Chiesa prepara un altro '95

Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa) Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)

No. Non ci sono indicazioni politiche. Non c’è la richiesta di un passo indietro, né di un nuovo governo. il discorso si articola essenzialmente sul piano morale e dei valori.

Bagnasco esorta a «salvare dal discredito il sistema della rappresentanza (...) cominciando a riconoscere ai cittadini la titolarità dovuta». Cosa pensa di questo passaggio?

L’espressione è dura, è vero, ma come tradurla in termini politici, non saprei. Una riforma elettorale? Andare alle elezioni? Sarei molto cauto. Ho l’impressione che Bagnasco lanci l’allarme per la distanza che si sta creando tra classe dirigente e popolo. In ogni caso, nonostante alcuni riferimenti che sono chiari, nella prolusione vi sono molti accenni che non possiamo interpretare in modo univoco.

C’è anche la denuncia esplicita dei guai prodotti da una certa finanza.

Sì. Due critiche molto forti vanno al capitalismo finanziario spregiudicato e alle istituzioni europee, che la Chiesa italiana giudica in modo molto duro. Poi viene il governo, accusato di avere reagito tardi, e male, alla crisi. Non a caso Bagnasco parla del «metodo scombinato con cui a tratti si procede»…

Alla fine il cardinale Bagnasco sembra riproporre una preoccupazione da lui espressa più volte, cioè quella dell’impegno politico dei cattolici.

Vedo più l’insistenza su un impegno di tipo prepolitico. No, non mi pare che sia qualcosa che rimanda ad un movimento operativo su piano politico. Mi sembra al contrario di leggere tra le righe la sottolineatura del fatto che i cattolici sarebbero in realtà più uniti di quanto non appaia.

C’è anche la citazione dell’editoriale che su Avvenire il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, dedicò ai cattolici come presenza vitale e immediatamente riconoscibile. Bagnasco la fa sua, ma non scioglie la domanda che quella citazione conteneva.


COMMENTI
27/09/2011 - cattolici chierichetti (vincenzo ioculano)

Negli anni 80 in una competizione elettorale un candidato è venuto a cercarmi il voto. Sapendo della mia appartenenza alla Chiesa, durante la conversazione, mi dice: "quand'ero ragazzo facevo il chierichetto", per farmi capire a suo modo di dire che anche lui era cattolico. Certamente oggi, c'è bisogno di cattolici che abbraccino la missione sociale e politica, ma che non siano cattolici chierichetti.

 
27/09/2011 - per favore basta (francesco taddei)

1. L'unità dei cattolici è a rischio per l'anomalia (ormai quarantennale) dei cattolici adulti che si fanno rappresentare da emma bonino (elezioni del lazio 2010 con rosy bindi scudo dell'alleanza). 2. Il fatto che la classe dirigente del paese (politica, imprenditoriale, giuduziaria e sindacale) pensi a portare a casa il risultato, più che il bene degli italiani è perchè manca un senso di comunità nazionale vero, sostituito da buonismi e retorica. 3. La questione morale interna ai partiti c'è da prima di Berlinguer e si risolve con regole di trasparenza come in TUTTI gli altri paesi e che ci fa comodo ignorare. Solo un ricambio di classi dirigenti può avviare un nuovo corso.

 
27/09/2011 - Disaffezione ed estremismo (PAOLA CORRADI)

Una tale situazione può, se non gestita in modo intelligente, portare a due posizioni estreme: la disaffezione alla vita politica (già dai sondaggi si vede che il partito di maggioranza è quello del non voto) e quindi l'estremismo (perchè il non voto che viene perso è quello dei moderati). Un appello quindi a chi si occupa della cosa pubblica di prendere sul serio questo forte richiamo di Bagnasco, i cattolici in primis devono dare una spallata alle logiche di convenienza perchè alla fine ci perdiamo tutti. Diversamente, nessuno più riuscirà a portare a votare i moderati. Come riprova: provate a chiedete alla signora che abita sul vostro pianerottolo che mediamente ha 60-70 anni se la prossima volta si rechierà al voto.