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BAGNASCO/ Nessuna "spallata" a Berlusconi, la Chiesa prepara un altro '95

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Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)  Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)

«Circola l’immagine di un paese disamorato, privo di slanci, quasi in attesa dell’ineluttabile». C’è la questione morale nell’intervento del Card. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei, ma non solo. Il cardinale cita la forza rigenerante di una «“Presenza altra” nella storia», quella che «il nostro popolo avverte costantemente». È la stessa novità cristiana che ha portato a Madrid moltissimi giovani, ai quali Bagnasco dedica una parte ampia della sua prolusione di ieri. Occorre che i giovani siano i protagonisti di quel cambiamento spirituale senza il quale «nessuna soluzione tecnica può reggere».

Durissime le parole che Bagnasco riserva alla degenerazione del costume politico. «C’è una critica forte a Silvio Berlusconi» dice a Ilsussidiario.net Massimo Franco, editorialista del Corriere. In effetti, nel suo discorso il presidente della Cei ha stigmatizzato quegli «stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». Perché «la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative», ha detto Bagnasco. È qui che arriva uno dei passaggi più severi, quel «c’è da purificare l’aria» finito subito su tutte le prime pagine dei quotidiani online. non va però letto, dice Franco, come una richiesta di dimissioni del governo.

Massimo Franco, qual è il Paese che ci restituisce la prolusione del presidente della Conferenza episcopale italiana?

Un paese in cui c’è una classe dirigente che non ha capito in tempo - o non ha voluto capire in tempo - la crisi economica. Una classe politica che litiga e pensa alle rese dei conti più che al bene dell’Italia. In questo quadro va letta la forte critica a Silvio Berlusconi, per quello che lo riguarda in termini di scandali della vita privata.

C’è una parte molto dura sulla questione morale. «Pansessualismo» e «relativismo amorale» attaccano quegli «orizzonti di vita buona» che il Magistero difende.

Sì, ma c’è anche la precisazione che la questione morale non riguarda solo singoli né una sola parte, questo va detto. Poi, all’interno della questione morale come tema che riguarda l’intero paese, vengono i riferimenti a Berlusconi, che non ha bisogno d’altra parte di essere citato. Bagnasco parla di licenziosità e di comportamenti impropri che «ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune».

È una «spallata»?


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COMMENTI
27/09/2011 - cattolici chierichetti (vincenzo ioculano)

Negli anni 80 in una competizione elettorale un candidato è venuto a cercarmi il voto. Sapendo della mia appartenenza alla Chiesa, durante la conversazione, mi dice: "quand'ero ragazzo facevo il chierichetto", per farmi capire a suo modo di dire che anche lui era cattolico. Certamente oggi, c'è bisogno di cattolici che abbraccino la missione sociale e politica, ma che non siano cattolici chierichetti.

 
27/09/2011 - per favore basta (francesco taddei)

1. L'unità dei cattolici è a rischio per l'anomalia (ormai quarantennale) dei cattolici adulti che si fanno rappresentare da emma bonino (elezioni del lazio 2010 con rosy bindi scudo dell'alleanza). 2. Il fatto che la classe dirigente del paese (politica, imprenditoriale, giuduziaria e sindacale) pensi a portare a casa il risultato, più che il bene degli italiani è perchè manca un senso di comunità nazionale vero, sostituito da buonismi e retorica. 3. La questione morale interna ai partiti c'è da prima di Berlinguer e si risolve con regole di trasparenza come in TUTTI gli altri paesi e che ci fa comodo ignorare. Solo un ricambio di classi dirigenti può avviare un nuovo corso.

 
27/09/2011 - Disaffezione ed estremismo (PAOLA CORRADI)

Una tale situazione può, se non gestita in modo intelligente, portare a due posizioni estreme: la disaffezione alla vita politica (già dai sondaggi si vede che il partito di maggioranza è quello del non voto) e quindi l'estremismo (perchè il non voto che viene perso è quello dei moderati). Un appello quindi a chi si occupa della cosa pubblica di prendere sul serio questo forte richiamo di Bagnasco, i cattolici in primis devono dare una spallata alle logiche di convenienza perchè alla fine ci perdiamo tutti. Diversamente, nessuno più riuscirà a portare a votare i moderati. Come riprova: provate a chiedete alla signora che abita sul vostro pianerottolo che mediamente ha 60-70 anni se la prossima volta si rechierà al voto.