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Cronaca

BAGNASCO/ Nessuna "spallata" a Berlusconi, la Chiesa prepara un altro '95

Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)

A mio modo di vedere è la posizione di una Chiesa cattolica che capisce che una fase sta finendo, ma non sa esattamente «come» questo accadrà e come la Chiesa potrà essere rappresentata nel nuovo assetto. La realtà è che nessuno sa come e quando finirà il berlusconismo e che cosa lascerà in eredità. Credo che la posizione della Chiesa sia attualmente molto simile a quella del periodo 1993-’94, quando la Dc fu travolta e la Chiesa rimase spiazzata dall’arrivo del berlusconismo.

Fu Giovanni Paolo II ad aprire una fase nuova, con il discorso di Palermo del 1995.

Sì, che fu di fatto un ripiegamento sul piano culturale. Ho l’impressione che di diverso, rispetto ad allora, ci sia il tentativo di capire più a fondo, cercando di tenersi pronti alla crisi non semplicemente di questo governo, ma di una intera stagione; di avere antenne più sensibili per non farsi trovare spiazzati, senza una chiave di lettura di quello che sta accadendo. Ma è enormemente complicato, in una fase come questa.

Infine Bagnasco esprime «l’auspicio che la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento possa giungere quanto prima in porto».

Mi sembra un accenno comprensibile e quasi obbligato. In realtà credo che anche la Cei si renda conto che questo provvedimento è ormai a fortissimo rischio.

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COMMENTI
27/09/2011 - cattolici chierichetti (vincenzo ioculano)

Negli anni 80 in una competizione elettorale un candidato è venuto a cercarmi il voto. Sapendo della mia appartenenza alla Chiesa, durante la conversazione, mi dice: "quand'ero ragazzo facevo il chierichetto", per farmi capire a suo modo di dire che anche lui era cattolico. Certamente oggi, c'è bisogno di cattolici che abbraccino la missione sociale e politica, ma che non siano cattolici chierichetti.

 
27/09/2011 - per favore basta (francesco taddei)

1. L'unità dei cattolici è a rischio per l'anomalia (ormai quarantennale) dei cattolici adulti che si fanno rappresentare da emma bonino (elezioni del lazio 2010 con rosy bindi scudo dell'alleanza). 2. Il fatto che la classe dirigente del paese (politica, imprenditoriale, giuduziaria e sindacale) pensi a portare a casa il risultato, più che il bene degli italiani è perchè manca un senso di comunità nazionale vero, sostituito da buonismi e retorica. 3. La questione morale interna ai partiti c'è da prima di Berlinguer e si risolve con regole di trasparenza come in TUTTI gli altri paesi e che ci fa comodo ignorare. Solo un ricambio di classi dirigenti può avviare un nuovo corso.

 
27/09/2011 - Disaffezione ed estremismo (PAOLA CORRADI)

Una tale situazione può, se non gestita in modo intelligente, portare a due posizioni estreme: la disaffezione alla vita politica (già dai sondaggi si vede che il partito di maggioranza è quello del non voto) e quindi l'estremismo (perchè il non voto che viene perso è quello dei moderati). Un appello quindi a chi si occupa della cosa pubblica di prendere sul serio questo forte richiamo di Bagnasco, i cattolici in primis devono dare una spallata alle logiche di convenienza perchè alla fine ci perdiamo tutti. Diversamente, nessuno più riuscirà a portare a votare i moderati. Come riprova: provate a chiedete alla signora che abita sul vostro pianerottolo che mediamente ha 60-70 anni se la prossima volta si rechierà al voto.