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Cronaca

CASO TARANTINI/ Scarcerato l'imprenditore. Berlusconi rischio incriminazione (video)

E' stato scarcerato l'imprednitore Tarantini. I giudici de riesame hannoanche deciso di spostare l'inchiesta alla procura di Bari. Silvio Belrusocni rischia adesso un avviso di garanzia

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Il caso Tarantini si rovescia: mentre l'imprenditore lascia il carcere di Poggioreale dove era rinchiuso, per annullamento dell'ordinanza cautelare, il capo del Governo rischia adesso di essere incriminato. Passerebbe da parte offesa a indagato per aver indotto Tarantini a proferire falsa testimonianza. Tarantini al momento ha ottenuto la scarcerazione dopo una riunione durata ben 14 ore del tribunale del riesame di Napoli. Confermato invece l'ordine di custodia cautelare nei confronti del direttore dell'Avanti Walter Lavitola tutt'ora latitante all'estero, precisamente a Panama.  Le uniche parole dell'imprenditore, scarcerato verso la mezzanotte, sono state: l'unica cosa che desidero è rivedere i miei bambini. I magistrati adesso ritengono Silvio Berlusconi non più vittima di un ricatto, ma lo accusano per aver istigato Tarantini a dire il falso davanti agli inquirenti. Non è la sola svolta dell'inchiesta. Sempre nel corso della riunione del tribunale del riesame è stato infatti disposto che l'inchiesta non si tenga più a Napoli ma venga trasferita alla procura di Bari in quanto considerato competente. E' lì infatti, sostengono i giudici, che Tarantini avrebbe deposto le sue false testimonianze. C'erano stati diversi dibattimenti da parte dei magistrati per decidere la sede dell'inchiesta, in ballo era stata tirata anche la procura di Roma secondo quanto aveva deciso il gip Amalia Primavera. Adesso Silvio Berlusconi rischia un avviso di garanzia: l'inchiesta come si sa nasce dal sospetto che l'imprenditore Tarantini procurasse ragazze per le feste del capo del Governo attraverso un giro di escort da lui gestito. Secondo gli ultimi sviluppi dell'inchiesta, Berlusconi avrebbe fatto uso delle escort che Tarantini gli procurava pagandolo, quindi un giro di affari di tipo mercenario, e non un ricatto come si sospettava in un primo momento dello stesso Tarantini nei confronti di Berlusconi. Quindi, sempre secondo le tesi degli inquirenti, Berlusocni avrebbe indotto Tarantini a dire il falso, per spostare da lui ogni sospetto di sfruttamento della prostituzione e quant'altro.

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