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MAREMMA/ Tra il salame di cinghiale e i pecorini, non perdiamoci l’acquacotta

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Un maremmano doc che conosce l'acquacotta  Un maremmano doc che conosce l'acquacotta

La domenica o quando la donna andava alla macchia per lavare i panni o rammendare, veniva posto su ciascuna ciotola un uovo preso, come si dice qui, direttamente 'dal culo della gallina': era il tocco magico della massaia!

Ora, tristemente, quasi tutti presentano questo piatto, (commettendo un falso e offendendo quell'antica miseria ) con olio, formaggio grattugiato, funghi, bietole, salsiccia... E potrei continuare.

Non sentendomela di falsare le cose semplici, vi ho detto dell'acquacotta vera, di quella del lavoro nei boschi e nei campi della nostra Maremma più amara, che poi è così bella ed è come la mamma: c'e n'è una sola.

Sarà retorica, ma certamente non c'è inganno.”
Voglio ringraziare Giancarlo per questo atto di amore, che dice quanta cultura ci sia in un piatto, molto di più – forse – di tante parole urlate e scritte.



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