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IL CASO/ La bambina di Oderzo e quella legge che fa del controllore un "mostro"

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Ha fatto bene, il controllore di Oderzo, a punire a bambina insolvente? Perché, se fossero tante le bambine insolventi? E se alle bambine si aggiungessero parecchi anziani, sarebbe meglio lasciarli a piedi, a traballare incerti verso casa? Non potrebbe chiudere un occhio con tutti. Con tutti, no. Con alcuni, senz’altro. Perché la legge è fatta per l’uomo, non l’uomo per la legge, si ricordava un tempo. Perché la giustizia è giusta se tiene conto che ha davanti delle persone, non dei cittadini, che davanti alla legge no, non sono tutti uguali. Ci sono quelli da proteggere di più, e sono i bambini, i deboli, gli stranieri, le vedove. Ci arrivavano già in tempi antichi. Dobbiamo ricordare i troppi casi in cui questo non avviene?

Ci sono anche i Pinocchi bricconi, ma è il bene provato e l’educazione a cambiarli, non il castigo sproporzionato. Nel caso della bimba di Oderzo, bastava il buon senso, un sorriso, un’ammonizione: “La prossima volta…! Dillo a casa!”.



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COMMENTI
29/09/2011 - Errare è umano, perdonare divino (claudia mazzola)

Forse il controllore si è comportato così perchè mai nessuno ha avuto uno sguardo di tenerezza verso di lui. Non ci sono mostri, ma solo persone bisognose di tutto.