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BANCO ALIMENTARE/ Lucchini: La povertà delle famiglie, sfida alla nostra civiltà

Pubblicazione:venerdì 30 settembre 2011

Gli italiani risparmiano sulla spesa Gli italiani risparmiano sulla spesa

“L’aiuto alimentare è indispensabile. Non sono mai esistite società dove non ci siano stati mendicanti, mentre sono esistite società dove nessuno se ne occupava. Dal cristianesimo in poi l’accoglienza alla mensa è stato un modo per testimoniare una civiltà nuova. Se ora si decide di non occuparsene più è un segnale di inciviltà”. Lo afferma il direttore della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Marco Lucchini, commentando i dati Istat da cui emerge un drastico calo dei consumi alimentari, cui si aggiunge il commento della Cia (Confederazione italiana agricoltori) per la quale nei primi sei mesi del 2011 l’acquisto del pane è crollato dell’8,5%, quello del pesce del 4,8%, la carne rossa del 3,2%, la frutta del 2,7% e la pasta dell’1,6%, mentre sono sempre più numerose le persone che scelgono gli hard discount invece degli ipermercati per risparmiare sui generi di prima necessità.

Come commenta i dati emersi in questi giorni, secondo cui nel primo semestre 2011 i consumi alimentari delle famiglie italiane sono diminuiti in modo drastico?

Non è una novità, ormai sono almeno due anni che i consumi alimentari si sono prima fermati e poi sono calati. Il fatto che ora non solo si riducono i consumi in generale, ma calano quelli dei beni più tipici del paniere alimentare italiano, è veramente un fatto preoccupante. La domanda di beni alimentari infatti è anelastica, cioè come non sale all’aumentare del reddito così non dovrebbe diminuire al suo decrescere. Anzi spesso accadeva che qualche piccola soddisfazione che non ci si poteva più prendere con spese futili, veniva compensata da qualche sfizio alimentare.
Se ora che siamo in un momento di crisi si riduce la spesa per il cibo, è un segnale del fatto che si ritengono più necessarie altre spese. Occorrerebbe confrontare le spese per alimentari con altri consumi come i telefoni cellulari e i vestiti. Potrebbe infatti emergere un fenomeno nuovo nella storia della nostra società italiana, che andrebbe sinceramente studiato.

Quello che sta avvenendo è solo un cambiamento delle abitudini alimentari e di acquisto, o un pesante impoverimento delle famiglie?


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