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BANCO ALIMENTARE/ Lucchini: La povertà delle famiglie, sfida alla nostra civiltà

Pubblicazione:venerdì 30 settembre 2011

Gli italiani risparmiano sulla spesa Gli italiani risparmiano sulla spesa

Sicuramente se scendono i consumi come segnale di una minore capacità di acquisto, questo incide ancora di più per chi già aveva poco da spendere. Ma l’aiuto alimentare è indispensabile. Non sono mai esistite società dove non ci siano stati mendicanti, mentre sono esistite società dove nessuno se ne occupava. Dal cristianesimo in poi l’accoglienza alla mensa è stato un modo per testimoniare una civiltà nuova. Se ora si decide di non occuparsene più è un segnale di inciviltà.

In che modo la politica può e deve intervenire, in un’ottica sussidiaria, per evitare che le famiglie italiane ed europee cadano sotto la soglia di povertà alimentare?

Innanzitutto preoccupandosi di investire nello sviluppo e recuperando risorse dal taglio delle rendite. Occorre inoltre ridurre la burocrazia, altra fonte di rendita, selezionare le eccellenze e sostenerle economicamente o con evidenti vantaggi fiscali. Questo vale anche per le realtà non profit. È venuto il momento di sostenere davvero chi dimostra di saper moltiplicare a favore del bene comune gli aiuti ricevuti. E di tagliare i contributi a chi al contrario pretende di essere mantenuto dalla Stato.

La tendenza italiana registrata dai dati Cia è analoga a quanto sta avvenendo in altri Paesi europei?

Sicuramente in Paesi come Francia e Germania o nei Paesi del Nord Europa le politiche a favore della famiglia sono molto più avanzate ed economicamente vantaggiose. E in questa crisi rappresentano un importante sostegno per le fasce deboli. Mentre i Paesi dell’Est sono ancora troppo instabili e giovani per poter essere confrontabili con le Nazioni della vecchia Europa come l’Italia.

(Pietro Vernizzi)



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