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SCIOPERO GENERALE CGIL/ Tutti gli orari e le informazioni su mezzi pubblici, cortei e comizi città per città

Pubblicazione:martedì 6 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

La Cgil, per la quinta volta nel corso di questa legislatura, per la seconda da quando è segretario Susanna Camusso, scende in campo; lo fa con uno sciopero generale di 8 ore che interessa tutti i comparti sindacali. Una mobilitazione per protestare contro la manovra finanziaria, e i suoi tratti «profondamente iniqui», come li ha definiti la Camusso. Giovani, precari, pensionati e lavoratori dipendenti sono – secondo la sigla sindacale – le categorie maggiormente colpite. Uno scenario inaccettabile dato che – sarà il refrain di oggi – il pareggio di bilancio sarà pagato dai più deboli mentre i più ricchi non saranno coinvolti nell’operazione, i privilegi della casta non saranno, in sostanza, alterati e gli evasori, date le misure inefficaci, continueranno indisturbati a evadere. Ad aggravare la posizione dell’esecutivo agli occhi della Cgil, l’introduzione di norme «che hanno come scopo l'abolizione del contratto nazionale, dello Statuto dei lavoratori e dei diritti di questi ultimi». Si tratta dell’emendamento che consente alle intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale di operare in deroga al contratto nazionale, anche in materia di licenziamento. Poche righe che nascondono in potenza l’ipotesi di far dello Statuto dei lavoratori carta straccia. Per queste ragioni, oggi, più di cento piazze italiane saranno attraversate da altrettanti comizi e cortei, il più importante dei quali sarà a Roma, con l’intervento, al termine, del segretario. Ci sarà chi vi prenderà parte allo sciopero, chi lo seguirà in tv o on-line e chi lo ignorerà del tutto; e chi – la stragrande maggioranza – ne sarà condizionato nello svolgersi della propria giornata. Perché, tra i vari comparti, ce n’è uno che coinvolge quasi tutta la popolazione: quello dei trasporti pubblici. Gli operatori del settore incroceranno le braccia perché – spiega Marco Barcucci su queste pagine -, i tagli agli enti locali provocheranno gravi danni al comparto: aumento dei prezzi del biglietto, decremento dei servizi, impossibilità di adeguamento retributivo del contratto (scaduto a fine 2007) e il rischio di crisi o fallimento per alcune aziende private».


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