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SCIOPERO TRASPORTI/ Ryanair, cancellati 200 voli: "Vietare il diritto di sciopero". Il parere dell'esperto

Le richieste di Ryanair (Foto Ansa) Le richieste di Ryanair (Foto Ansa)

Andrea Giuricin spiega poi come mai Ryanair riesce ad essere così flessibile e quanto la compagnia irlandese perde cancellando oltre 200 mila voli: «Il fatto di essere flessibile è la grande peculiarità di Ryanair, che da un giorno all’altro può permettersi di cancellare i voli da una determinata base per non aver trovato un accordo con la comunità autonoma o con una aeroporto per quanto riguarda i costi di atterraggio o di stazionamento in aeroporto. È successo a Valencia, ma anche in tanti altri aeroporti europei, come a Girona, sempre in Spagna, dove hanno tagliato il 50% dei voli proprio per non aver trovato questo accordo. Ryanair può agire in fretta e senza troppi problemi, anche se poi comunque le perdite non sono così ridotte, pensando anche che la compagnia irlandese ha il 21% della quota di mercato del trasporto aereo italiano, seconda dopo Alitalia, e probabilmente da quest’anno diventerà la prima compagnia in Italia per numero di passeggeri trasportati. Quindi l’Italia è un mercato molto importante, e una cancellazione di così tanti voli rappresenta una perdita economica non indifferente». Infine Giuricin conferma il fatto che da sempre Ryanair è in lotta con i sindacati di tutta Europa, perché “i dipendenti della compagnia sono assunti con contratto irlandese, e questo non è mai stato accettato pienamente da nessun sindacato europeo, perché in Irlanda la garanzie sindacali sono molto meno forti rispetto agli altri paesi. Il più grande attacco subito da Ryanair è stato da parte della Francia, che ha sempre messo delle barriere molto forti anche dal punto di vista sindacale. Questo ha fatto sì che il mercato francese fosse quello con la crescita minore da quando sono avvenute le liberalizzazioni. Infatti nel 1997 la Francia superava l’Italia per numero di passeggeri, ma nell’arco di un decennio, grazie alle liberalizzazioni e alle compagnie a basso costo che in Italia hanno preso molto piede, il nostro Paese è diventato molto più importante della Francia per quanto riguarda il numero di passeggeri verso l’Unione europea”.

 

(Claudio Perlini)

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