BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEMELLINE SIAMESI/ Bologna, morte le bambine con un cuore e un fegato solo

Non ce l'hanno fatta le gemelline siamesi che condividevano un solo cuore e un solo fegato. Sono morte questa notte all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna dove erano ricoverate

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Le due gemelline siamesi che condividevano un solo cuore e un solo fegato sono morte. La vicenda aveva commosso l'Italia e suscitato discussioni sull'opportunità a o meno di tentare di operarle mettendone a rischio la vita, di una delle due o di entrambe. I medici avevano optato per lasciar passare del tempo per vedere come il loro fischio reagisse, se fossero cresciute in modo sano prima di decidere. Le bambine invece hanno ceduto e intorno alla mezzanotte di oggi sono morte nell'ospedale Sant'Orsola dove erano ricoverate dalla nascita avvenuta circa due mesi fa. Nelle ultime ore la loro condizione si era aggravata e i medici avevano rilasciato un bollettino in cui dicevano che le condizioni erano precarie e non si poteva procedere con ulteriori atti terapeutici. Nessun intervento dunque per cercare di salvare almeno una delle due bambine. "Durante la degenza  sono stati effettuati accertamenti diagnostici che hanno mostrato progressivamente le difficoltà di un intervento di separazione. Si sono evidenziate, infatti, malformazioni particolarmente complesse di molteplici organi ed apparati. Le diverse insufficienze di organo o apparato sono state affrontate nel tentativo di rendere il quadro generale stabile per sostenere le condizioni vitali di entrambe le gemelle e raggiungere condizioni di accrescimento" recita il bollettino dei medici curanti. Lo scorso luglio IlSussidiario.net aveva parlato con il dottor Gian Battista Parigi, direttore della scuola di specializzazione di chirurgia pediatrica di Pavia, per capire quale fosse la procedura medica in casi come questo. Il professore aveva sottolineato il grave problema etico che si pone quando si decide di operare sapendo che una delle due persone coinvolte possa morire, dunque decidere chi lasciare in vita. Dal punto di vista chirurgico aveva invece sottolineato l'enorme difficoltà di una operazione: "Si tratta di un intervento a rischio altissimo" aveva spiegato. "Chi di dovere deve chiedersi innanzitutto: le separo o le lascio vivere attaccate, in modo da non mettere a rischio  la vita di nessuna delle due? Teniamo conto che i casi di gemelli siamesi sono molto diversi tra di loro. La prima coppia conosciuta, la stessa che ha dato il nome di "gemelli siamesi" era unita in modo tale che oggi operarli per separarli sarebbe quasi un intervento di routine, ai tempi invece nessuno osò pensare a una operazione del genere.