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LETTERA/ Io, sindacalista, vi racconto la "manifestazione" che nessuno ha visto

I manifesti dello sciopero con il cattivo dei Simpson, Mr Burns (Ansa) I manifesti dello sciopero con il cattivo dei Simpson, Mr Burns (Ansa)

La manifestazione di giovani, sì i milioni di giovani che non vengono né da centri sociali né dai No Tav, che hanno la certezza che non è in corso una rapina al loro futuro ma che il domani ciascuno se lo conquista con il sudore. È stata la scelta libera e responsabile di lavoratori che non hanno optato per la strada più facile e populista. È stata la manifestazione silenziosa di coloro che sono ancora disposti a fare sacrifici. Una apertura umana e culturale di questo genere trova la sua radice nella dottrina sociale della Chiesa. Non viene bandito lo sciopero, ma deve essere utilizzato come strumento estremo in modo responsabile. Perdere otto ore di stipendio in queste situazioni è un atto altamente demenziale. Protestare contro una manovra che era in discussione, attraverso la lettura degli emendamenti in Parlamento (luogo della sovranità popolare), è un atto di sfiducia non solo nei confronti del governo, ma implicitamente anche all'opposizione (per la cronaca Pd e IdV manifestavano anche loro) e alla democrazia. C'è estremo bisogno del protagonismo di coloro che martedì hanno manifestato il loro diritto a rimanere sul posto di lavoro. L'invito che rivolgo a loro è di implicarsi maggiormente nella realtà sociale, aderendo e coinvolgendosi in quelle realtà associative che testimoniano il vero interesse al bene comune.

Daniel Zanda, Cisl Lombardia

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