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MOSCHEA A GENOVA/ Pizio (Pdl): ecco le ragioni del mio "no"

Genova vista dal porto - Infophoto Genova vista dal porto - Infophoto

Si decise di fare una permuta e di concedere la costruzione di una moschea a Lagaccio. Il sindaco Marta Vincenzi ha deciso di prendersi la polpetta avvelenata, e intende chiudere il progetto entro primavera, quando ci saranno le elezioni.  

Spera, così, di rivincerle?

Difficile capire la sua strategia. Neanche l’Italia dei Valori, che sostiene il sindaco, vuole la moschea. All’interno del Pd, inoltre, la candidata che si presenterà contro di lei alle primarie, la senatrice Pinotti, si è espressa in maniera molto critica nei confronti della moschea a Lagaccio. Non so se per l’attuale sindaco sia stata una buona idea averne fatto una sua bandiera.

Quali sono i problemi dei cittadini residenti a Lagaccio, invece?

A costoro era stata promessa una serie di servizi di cui sono totalmente privi, quali servizi sociali o circoli ricreativi. In sostanza, rischiano di non ottenere nulla, ma di avere a pochi passi da casa la moschea. La viabilità in quella zona, inoltre, è di per sé scadente. A Lagaccio non sono presenti molti musulmani e si determinerebbero dei flussi in direzione della moschea che determinerebbero la necessità di modificare il traffico.  

Cosa ne pensa, in ogni caso, dell’eventualità di realizzare un edificio per il culto dei musulmani?

Non si può, ovviamente, impedire a nessuno la pratica religiosa. Tuttavia, ad oggi, le modalità con il quale consentire di svolgere tale pratica in maniera adeguata, sono state poco chiare.  

Cosa intende?

Non è ancora noto, con precisione, chi siano esattamente gli interlocutori della comunità islamica con i quali l’amministrazione dovrà rapportarsi. Del resto, non essendoci tra di loro un’autorità definita, questo era prevedibile. Non solo: non è ancora evidente se chi chiede la moschea rappresenti o meno la maggior parte degli islamici di Genova. Tra i punti più controversi, inoltre, c’è quello relativo alla sicurezza. La moschee, ovviamente, non sono esclusivamente luoghi di culto, ma anche di elaborazione politica e culturale. Un problema che, nel corso della trattativa condotta dal sindaco, non è stato preso in considerazione.

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