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TRAGEDIA GIGLIO/ Il diritto a una cronaca umana

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La nave affondata all'Isola del Giglio (Infophoto)  La nave affondata all'Isola del Giglio (Infophoto)

Tutti a pontificare sulla generosità dei gigliesi, fiumi di retorica, salvo poi venirci a dire che il sindaco in persona aveva chiesto alla Costa Crociere di far transitare questi giganti davanti all'isola per accontentare il desiderio dei turisti di immortalare il colosso illuminato come il Rex di felliniana memoria. Invece dovrebbe essere questo il momento del silenzio e per chi può della preghiera.
Della riflessione sui tanti lavoratori del mare, spesso dimenticati e abbandonati da sindacati e istituzioni, quante denunce ho ricevuto in questi mesi per la mia rubrica in tv, l'Indignato speciale. Ho dedicato una puntata ai loro problemi e ancora oggi mi fermano per strada per ringraziarmi per il solo fatto di avere dato loro voce.

Siamo ormai schiavi dell "ultima ora". Quella scritta che compare ogni secondo sui nostri schermi tv per informarci non degli sviluppi di una situazione, ma per gridare l'ultima verità eclatante, l'ultimo strillo di uno spettacolo che può diventare osceno. Non ci poniamo più domande, non abbiamo più dubbi. Siamo diventati tutti procuratori, non aspettiamo più le sentenze di un giudice, pronti a gettare la corda col cappio al primo albero per impiccare il malcapitato.

Non so a voi, ma a me tutto questo finisce col fare un po' schifo.



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COMMENTI
16/01/2012 - consenso (massimo bufacchi)

la penso esattamente nello stesso modo. E' possibile che vi siano grandi responsabilità del comandante, ma abbiamo assistito ad un processo sommario, senza alcuna possbilità di difesa dell'imputato, e purtroppo mi sembra che stia diventando una moda. Come si può fermare questo pressappochismo, questa superficialità ?