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TRAGEDIA GIGLIO/ La telefonata di Schettino, comandante del Costa Concordia, alla Capitaneria

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Il comandante Francesco Schettino fuggito dalla Costa Concordia prima dei passeggeri? E' quanto riportano commenti vari ormai da giorni. Schettino, in stato di arresto, viene sentito proprio oggi dalla Procura, le accuse a suo carico sono gravissime tra cui omicidio plurimo, e il rischio è di una condanna anche a quindici anni di galera. Tra le accuse, anche abbandono della nave, fatto per che Schettino come comandante in carico dell'imbarcazione sarebbe gravissimo: non solo perché il comandante per tradizione marinara è l'ultimo a lasciare la nave, ma perché avrebbe dovuto dirigere tutte le operazioni di evacuazione e soccorso dei passeggeri. invece si sarebbe trovato al sicuro sull'isola del Giglio molte ore prima della fine dell'evacuazione. A confermare queste pesantissime accuse arriva la registrazione di una telefonata intercorsa tra il comandante e la capitaneria di porto di Livorno. L'audio della telefonata è stato reso disponibile sul sito del Corriere.it in esclusiva. Nella conversazione registrata verso la mezzanotte e mezza quando molti passeggeri sono ancora in attesa di evacuazione, il comandante della capitaneria di porto ordina a Schettino di tornare immediatamente a bordo per dirigere l'evacuazione. Schettino appare confuso, cerca di far capire di trovarsi ancora a bordo, poi smentisce. La capitaneria gli chiede cosa ha intenzione di fare se intende andarsene a casa o prestare soccorso. A un certo punto gli viene chiesto esplicitamente se ha abbandonato la nave: lui dice di no. Una nuova telefonata verso le due di notte. La capitaneria chiede di andare a controllare come sia la situazione, se ci sono bambini, donne e passeggeri sulla nave e il numero esatto di ogni categoria. "Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri" dice il comandante della capitaneria. Allora Schettino chiede quanti morti ci sarebbero, ma la capitaneria dice che deve essere lui a saperlo. Schettino assicura che andrà sulla nave, ma secondo i testimoni non ci sarebbe più tornato. Una telefonata dunque che inchioderebbe il comandante alle sue gravi responsabilità. Schettino si trova in carcere sorvegliato a vista perché si teme possa compiere qualche gesto estremo, visto lo stato di prostrazione psicologica in cui si trova. Secondo i responsabili di Costa Crociere, i le testimonianze a disposizione indicherebbe invece che Schettino ha fatto quanto doveva fare e che tutti i membri dell'equipaggio si sono comportati da eroi.


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