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Cronaca

TRAGEDIA GIGLIO/ Quelle storie di piccoli eroi da non far affondare

Mamma e figlio guardano la nave affondata (Infophoto)Mamma e figlio guardano la nave affondata (Infophoto)

Era già successo a Lampedusa, lo ricordiamo. Perché come dice Benedetto XVI, semplicemente fare il bene è bello, è umano, e nei momenti più bui, nella meschinità che trionfa, il bene che si fa e si vede  è il più grande viatico alla speranza, alla certezza che ancora un popolo esiste. Non siamo soli, i nostri figli possono non avere paura. Per questo, nelle cronache raffazzonate e tardive (il servizio pubblico millantato dov’era? Tutti sabato volevano sapere, possibile che un inviato non potesse affittarsi un elicottero, un motoscafo? Che almeno potessero interrompersi i programmi, basandosi sulle agenzie?) nelle cronache che vediamo e leggiamo, ci conforta sentire chi dice grazie, più di chi grida invettive e chiede vendette.

Tutto si può capire, il terrore dev’essere stato grande. Ma c’è anche la possibilità, e non remota, che le disgrazie capitino senza responsabilità dirette. Non sarà questo il caso, si accerteranno, speriamo in fretta, le responsabilità, oltrechè l’inettitudine. Ma i guai arrivano anche se uno non se li va a cercare, e non è la rabbia, l’invettiva, la lamentela a cambiare. Cambia il bene fatto e visto. Di questo ci ricordiamo quando pensiamo ad Haiti, all’Abruzzo. Quando penseremo al Giglio. Se ci capiterà di visitarla d’estate, quando si mostra in ghingheri e profumata di erbe odorose e crema al cocco, stringeremo volentieri la mano ai suoi abitanti, sarà diverso entrare in quella chiesa e farsi un segno di croce.

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COMMENTI
20/01/2012 - Concordia (Franco Gambarelli)

Sono un Ex dipendente Statale,ho seguito tramite televisione tutto quello che è successo ma secondo piu' che un incidente è stato una disgrazia....Francesco Schettino è stato veramente un eroe!!

 
18/01/2012 - naufragio (marina valmaggi)

Ce ne vorrebbero, di giornalisti così. Forse tornerebbe la voglia di accendere la radio o guardare la tele, comprare i giornali... Il disfattismo di tanto giornalismo italiano, esempio di malignità sempre latente e pericoloso veicolo di possibile violenza, forse si appaga della sensazione che suscita sul momento, ma non passerà mai ai posteri: che conservano solo le cose belle. Come questa pagina. Grazie.

 
17/01/2012 - Tragedia Giglio (Anna Maria Campobasso)

Sono pienamente d'accordo sull'opportunità di porre l'accento su quegli atti di eroismo e generosità che alcune persone hanno compiuto. Ed è vero che se uno il coraggio non c'è l'ha, non può farselo venire... Mi rammaricano le polemiche di alcuni giornalisti che dicono che il comandante Schettino rappresenta un tipo italiano e che, dopo due mesi di sforzi per riavere credibilità di fronte all'Europa e al mondo, questa proprio non ci voleva. Forse anche questo parlare denota una certa viltà. Tragedie come questa richiedono silenzio operoso.