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TRAGEDIA GIGLIO/ Quelle storie di piccoli eroi da non far affondare

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Mamma e figlio guardano la nave affondata (Infophoto)  Mamma e figlio guardano la nave affondata (Infophoto)

Il comandante della disgraziata Costa Crociere voleva fare il gesto dell’inchino all’isola del Giglio: così si chiama in gergo marinaro, si passa accanto a un’isola per salutare la gente, per omaggiare chi sta in mezzo al mare. Un atto gentile, simbolico, tradizionale. Un'immane sciocchezza, se hai una testuggine da guidare che porta in pancia 4.200 passeggeri e centinaia di uomini d’equipaggio. Di gentilezza, a parte quella manovra insensata, se n’è vista poca, da quel momento in poi. Non si è mostrato gentile l’equipaggio, nel tardare a dare l’allarme, nello sbandarsi conto ogni regola qua e là, inabile a decidere e guidare; ma soprattutto a rischiare qualcosa per aiutare, salvare. Sono molti i passeggeri a raccontare di personale di bordo che spingeva, che si accaparrava posti sulle scialuppe. Non hanno badato neppure ai ragazzini al miniclub, in che mani erano affidati. Altro che prima le donne e i bambini. Nessuna gentilezza neppure tra gli ospiti bardati a festa della Concordia, se è vero che si strappavano di mano i salvagenti, che hanno negato un posto in scialuppa a un piccino teso dalla mamma disperata.

Niente di nuovo, purtroppo. Già l’animo umano è tendenzialmente teso all’egoismo, figurarsi in una situazione di caos e panico. Tocca sempre rileggere l’assalto ai forni dei Promessi Sposi, ricordare la folla inferocita che bestialmente s’accalca e si sbrana per un tozzo di pane.  Eppure, c’è altro che conta. Conta quel ragazzone americano, che ha dato la forza  a qualche vicino spingendoli a tuffarsi in mare, e prodigandosi perchè raggiungessero sani e salvi la riva; conta quel vigile del fuoco che ne aveva viste tante, terremoti e sciagure, e per una volta voleva godersi la festa per i suoi 25 anni di matrimonio. Ma non ha esitato un attimo a tornare nella sala da pranzo che pericolosamente si piegava, messa al sicuro la moglie, per andare a riprendere quel passeggero in carrozzina, che tra piatti  e bottiglie rotte non poteva muoversi, e di cui nessuno pareva essersi ricordato. 

Non tutti possono essere eroi,  e il coraggio se uno non ce l’ha, non se lo può dare. Fino a un certo punto, quando per coraggio si intende un sorriso, una maglia di lana passata a un compagno di sventura, una mano da stringere. Di contro ai vigliacchi e ai cinici, conta di più il parroco di quella comunità striminzita e isolata, che ha spalancato la chiesa e costretto la perpetua a fare la vivandiera, senza guardare in faccia cristiani e islamici e atei, ci mancherebbe. Conta la gente del Giglio svegliata nel cuore di una notte fredda, e capace di tirar fuori le barche da pescatori, di buttarsi in mare, di aprire negozi e bar, case, alberghi, tirar fuori coperte e panini e caffè. Di tirar fuori il cuore. 


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COMMENTI
20/01/2012 - Concordia (Franco Gambarelli)

Sono un Ex dipendente Statale,ho seguito tramite televisione tutto quello che è successo ma secondo piu' che un incidente è stato una disgrazia....Francesco Schettino è stato veramente un eroe!!

 
18/01/2012 - naufragio (marina valmaggi)

Ce ne vorrebbero, di giornalisti così. Forse tornerebbe la voglia di accendere la radio o guardare la tele, comprare i giornali... Il disfattismo di tanto giornalismo italiano, esempio di malignità sempre latente e pericoloso veicolo di possibile violenza, forse si appaga della sensazione che suscita sul momento, ma non passerà mai ai posteri: che conservano solo le cose belle. Come questa pagina. Grazie.

 
17/01/2012 - Tragedia Giglio (Anna Maria Campobasso)

Sono pienamente d'accordo sull'opportunità di porre l'accento su quegli atti di eroismo e generosità che alcune persone hanno compiuto. Ed è vero che se uno il coraggio non c'è l'ha, non può farselo venire... Mi rammaricano le polemiche di alcuni giornalisti che dicono che il comandante Schettino rappresenta un tipo italiano e che, dopo due mesi di sforzi per riavere credibilità di fronte all'Europa e al mondo, questa proprio non ci voleva. Forse anche questo parlare denota una certa viltà. Tragedie come questa richiedono silenzio operoso.