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FACEBOOK/ Quei giovani che chattano di amore senza realtà

Giovani a Ponte Milvio, Roma (InfoPhoto) Giovani a Ponte Milvio, Roma (InfoPhoto)

Un articolo de La Stampa a firma Giuseppe Bottero riporta un’interessante ricerca fatta da Ericsson e presentata all’ultimo CES di Las Vegas, la kermesse mondiale dell’elettronica: Amore e Facebook nella fascia 13-17 anni. Balza agli occhi come il corteggiamento, dopo un primo incontro dal vivo, avvenga in rete con messaggi e poke fino alla dichiarazione online certificata dal cambiamento di stato da “single” a “impegnato” per arrivare a “fidanzato”. Fino a diciassette anni esiste solo FB per queste faccende, da lì in poi si attivano anche le mail documentandoci come i diversi mezzi tecnologici hanno diverse età di fruizione ed utilizzo, modalità esse stesse fluttuanti nel tempo. Come dire che i ragazzi usano ciò che hanno a disposizione, bene o male dipende da loro così come dalle indicazioni che ricevono.

Sempre nella ricerca, i ragazzi hanno dichiarato che nel 41% rinuncerebbero a una vacanza pur di non doversi staccare dal web. Sembra enorme, e forse lo è, e ci dobbiamo interrogare al riguardo; ma quanti adulti si sentono “nudi” se escono di casa la mattina avendo dimenticato il cellulare sul tavolo della sala? Viviamo nello stesso errore.

Qualche mattina fa, vicino alla Stazione Centrale di Milano, in mezzo al viavai indaffarato della città mi sono imbattuto in un ragazzo che abbracciava una ragazza e la baciava teneramente stringendola a sé; le luci della vetrina di Zara facevano da spotlight perfetto. Mi sono fermato un istante e me ne sono rallegrato. Riprendendo il cammino ho osservato che i ragazzi non si baciano più nelle strade, ma nemmeno nei cortili, negli androni delle case, negli angoli delle scuole. Con qualcosa dovranno pur aver sostituito il bacio, diventato così demodé. È probabilmente lo scambio dei corpi: nella sua forma carnale in un atto sempre più comandato, dovuto e anticipato o in quella virtuale, col sexting online.

Mi piace immaginare che i due della Stazione la sera abbiano anche chattato in Facebook, raccontandosi del contrattempo con un esame, di un vecchio amico ritrovato, del nuovo panino di Mac che spacca davvero, della prof di Italiano che è una tosta, dell’orario dell’appuntamento la mattina successiva; in questo caso la tecnologia sarebbe stata al servizio del loro amore, non sostitutiva.

È anche questo l’amore buono – pleonastico dirlo – ai tempi di Facebook.

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