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NAUFRAGIO GIGLIO/ Si cerca la supertestimone, una donna moldava di 25 anni

Pubblicazione:giovedì 19 gennaio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

I misteri legati alla tragedia avvenuta all’Isola del Giglio aumentano giorno dopo giorno. Sembra infatti che adesso la Procura di Grosseto stia cercando di rintracciare una donna di nazionalità moldava che il giorno del disastro si trovava sulla plancia della nave insieme al comandante Francesco Schettino. Una supertestimone, quindi, seduta secondo i testimoni nella saletta attigua alla plancia di comando della Costa Concordia da dove è possibile osservare, attraverso una vetrata, ogni attività del comandante. Il nome della donna è Domnika, ha 25 anni, ma non risulta nell’elenco dei passeggeri, e adesso i pm stanno facendo di tutto per rintracciarla con la speranza che possa raccontare dettagli importanti di quel venerdì 13 gennaio.  Intanto questa mattina sono riprese le ricerche delle 21 persone che ancora mancano all’appello, dopo che ieri sera i sommozzatori della Guardia costiera sono dovuti rientrare a causa di un nuovo spostamento della gigantesca nave, che si è inabissata ulteriormente di circa un metro e mezzo. Ferme anche le operazioni dedicate allo svuotamento dei serbatoi che contengono attualmente circa 2.300 tonnellate di carburante, e preoccupa sempre di più il rischio di disastro ambientale all’Isola del Giglio, anche se il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha già fatto sapere che un danno già esiste, anche se «molto contenuto», ai fondali dell’isola. Costa Crociere torna a farsi sentire, questa volta attraverso una lettera inviata a tutti coloro che, almeno una volta, sono stati ospiti a bordo delle navi della compagnia, firmata Pier Luigi Foschi, presidente e amministratore delegato dell’azienda: «Ho il dovere di rendere conto a chi, come Lei, ha riposto in noi la propria fiducia», esordisce Foschi nella lettera in cui, pur non nominando mai Schettino, parla di un «drammatico evento straordinario, apparentemente causato da un unico errore umano, che non dovrà più ripetersi». Foschi comincia poi ad elogiare il comportamento dei membri dell’equipaggio, che «hanno anteposto l'altrui salvezza alla propria» con veri e propri «atti di eroismo».


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