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SPRECO ALIMENTARE/ L'Europa si muove bene, ma attenti al moralismo in agguato

Un piatto prelibato, ma molto spesso viene sprecato (Foto: Infophoto) Un piatto prelibato, ma molto spesso viene sprecato (Foto: Infophoto)

Ripeto che questo è un riconoscimento importante. Prima ancora che si formasse l'Europa più ampia, quella con alcuni Paesi dell'Est, ci si muoveva già per recuperare beni alimentari e aiutare le persone bisognose anche in alcuni di quei Paesi. In questo caso, le persone, i popoli sono arrivati prima delle forme istituzionali. Il che non significa che questo sia un ritardo voluto. E' solo una constatazione, che prende atto di tempi reali più rapidi dei tempi formali, che sono necessari, ma inevitabilmente più lenti. Per quanto riguarda gli aspetti concreti, questo riconoscimento spingerà fare iniziative ulteriori, a coinvolgere ancora di più le istituzioni, a mobilitare maggiormente le persone.

In fondo sarebbe una ripetizione a livello europeo di quello che è già avvenuto nei singoli Paesi? 

E' vero. All'inizio, quando si partì con il Banco Alimentare c'era disinteresse e qualche volta diffidenza. Poi, quando questa realtà si è sviluppata, sono state le stesse istituzioni, a vario livello, a intervenire. E' successo questo in Italia, ma guardando la storia delle “Food bank” americane si ripete sempre lo stesso canovaccio. E poi c'è questa incredibile forza della carità che riesce a inventare sempre strumenti nuovi, nuove iniziative per recuperare il cibo, per dare solidarietà a chi ha bisogno. Credo che con una dichiarazione di “un anno contro lo spreco”, tutto questo si ripeterà. E' in fondo, la storia che personalmente ho vissuto, spesso con stupore, in tutti questi anni. 

(Gianluigi Da Rold)

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