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SPRECO CIBO/ Caronna (Pse): vi spiego il mio rimedio "europeo"

Pubblicazione:sabato 28 gennaio 2012

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Mi è sembrato giusto farlo e sono rimasto impressionato dalla trasversalità dei consensi. Siamo ovviamente ai primi passi, perché la procedura di indire “l'anno europeo contro lo spreco” è complessa. Ma entro il 2014, anno che dovrebbe essere dedicato a questo tema, saremo già in grado di mettere a punto una serie di iniziative importanti. Intanto qualche  cosa è già prevista e contemplata dallo stesso parlamento dopo l'approvazione della relazione. Ma quello che sarà importante è avere una mobilitazione dal basso, attraverso tutti gli attori che già operano in questo campo, per sensibilizzare sempre di più le istituzioni.

Che le istituzioni europee si muovano è importante, ma serve anche declinare una normativa adeguata nei vari paesi ?

E' evidente. Sono ormai tanti gli attori che si muovono contro lo spreco: recuperano il cibo e lo distribuiscono per aiutare i poveri. Ma quello che va fatto in un prossimo futuro sarà di intensificare questa azione, proprio perché, come accennavo prima, il problema del cibo diventerà un problema economico cruciale per tutto il mondo.

Il problema che lei ha posto, onorevole Caronna, ripete in un certo senso lo schema e la storia delle ormai vecchie “Food bank” americane. Nacquero per iniziativa privata, di singole persone con scopi caritatevoli e solidaristici. Le istituzioni non se ne accorgevano neppure della loro attività. A un certo punto fu il Governo federale americano a contattare queste “Food bank” e a proporre loro una collaborazione. Forse questo è il momento storico che spetta all'Unione Europea.

E' possibile che si ripeta questa storia. Io credo che richiamare l'attenzione delle istituzioni europee sia stato molto importante. Importante è che sia stato recepito e che si arrivi a una serie di grandi iniziative. Nello stesso tempo occorre che i Parlamenti nazionali intensifichino la loro attività, si mettano a disposizione, recepiscano questo messaggio e accompagnino quello che stanno già facendo molte associazioni  che operano sul territorio dei vari Paesi europei.

 

 

 



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