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IL CASO/ 2. Il Tempio laico che aggiunge "fango" al fango di Genova

Pubblicazione:martedì 3 gennaio 2012

il il "tempio laico” nel cimitero di Staglieno

Se siete stati una volta al cimitero acattolico di Roma, sapete che è un luogo tristissimo. Di struggente bellezza: pini, siepi di mirto, l’ombra della Piramide Cestia sulle tombe liberty di poeti e aristocratici inglesi, spentisi durante un Grand Tour o avendo scelto la capitale come buen retiro. Si tratta di nomi illustri, le cui lapidi suscitano una disperata malinconia, perché non  c’è una croce, un versetto dell’Antico Testamento, nessuno che s’inchini in preghiera. Si tratta di un’opera d’arte e i turisti fanno la fila per visitarlo, uscendone smarriti e pensosi.
Non pare che abbiano preso un tanto nobile modello amministratori, architetti, teste pensanti del comune di Genova, che hanno deciso di inaugurare un “tempio laico” nel cimitero di Staglieno. Dove chiunque possa trapassare avvolto dalle riflessioni e i sospiri di anime elette, come lui libere dai vincoli intellettuali della religione. Tempio, laico. I due termini stanno male insieme, perché i templi nascono sulle fondamenta di una fede, e la parola “laico” contrapposta a religione deriva da un’errata interpretazione  semantica. Laico è chiunque non indossi una veste da prete, o da suora,  e dunque in ogni cimitero c’è una fossa di terra per tutti i laici, ben più numerosi dei chierici. L’unico tempio ideologicamente innalzato contro il Cristianesimo e la Chiesa è quello voluto alla Dea Ragione durante il Terrore francese. La storia insegna quali frutti di convivenza e dialogo abbia portato.
Tant’è, la città garante dei diritti multietnicoculturalreligiosi eccetera, titolo di cui si fregia e si vanta, non  ha trovato modo migliore per spendere 275.000 euro. E’ vero che i genovesi risparmiano, e anche dopo l’alluvione che ha devastato la città avranno trovato denari in abbondanza, tanto da avanzarne un po’. E’ vero che Genova detiene il primato italiano della denatalità, e tanto vale occuparsi dei morti. Per un sindaco che doveva dimettersi, la signora Vincenti di iniziative ne sa prendere, soprattutto se provocatorie.


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COMMENTI
03/01/2012 - Il campo santo è uno (claudia mazzola)

Sono stata al cimitero Vantiniano di Bs. Non ero mai passata nella zona dedicata ai caduti di guerra. Un tuffo al cuore e commossa ho pregato per loro.

 
03/01/2012 - Manovra pre-elettorale (Giuseppe Crippa)

Immagino che Marta Vincenzi ed i suoi compagni di quel partito radicale di massa che risponde al nome di PD ricorrano ad iniziative di questo genere non soltanto per compiacere il loro elettorato radicale ma anche per stornare l'attenzione dalla mala amministrazione che la recente tragica alluvione ha evidenziato. Mi auguro però che i genovesi non si facciano distrarre.