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OMICIDIO RIOTINO/ Arrestato il fidanzato 19 enne della studentessa uccisa

Pubblicazione:venerdì 6 gennaio 2012

La vittima Antonella Riotino (Foto InfoPhoto) La vittima Antonella Riotino (Foto InfoPhoto)

Il fidanzato di Antonella Riotino, la ragazza prima scomparsa e poi ritrovata senza vita in una scarpata alla periferia di Putignano, nel barese, ha confessato: è stato lui a picchiare, soffocare e accoltellare la ragazza, per poi lasciare il cadavere in un fosso. Fin dall’inizio il ragazzo, Antonio Giannandrea, 19 anni, era fortemente sospettato e, una volta interrogato ha a poco a poco perso la sicurezza che ostentava all’inizio di tutta la vicenda, fino alla confessione dell’omicidio, avvenuta ieri sera intorno alle due del mattino. A tradire il ragazzo sono state principalmente delle vistose ferite alle mani che, notate subito dai carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, hanno portato alla confessione. E’ stato anche lo stesso Giannandrea a portare gli agenti sul luogo dove si trovava il corpo di Antonella, dove è stato anche rinvenuto il coltello da cucina con cui il giovane ha inferto alla fidanzatina il colpo mortale al collo. La ragazza è stata brutalmente picchiata, soffocata e infine sgozzata, e sembra che tutto sia nato da motivi passionali: la coppia da tempo aveva problemi e i due erano spesso protagonisti di liti furibonde. Sembra quindi che il delitto possa essere nato proprio da uno di questi litigi, in cui Antonella avrebbe fatto sapere al giovane di volerlo lasciare. Giannandrea reagisce quindi nel peggiore dei modi, e scatta il raptus di follia: prima le avrebbe sbattuto con forza la testa su un muro, per poi strangolarla e infine sgozzarla con il coltello da cucina, e tutto questo è avvenuto a 300 metri da casa. Sembra anche che il giovane si fosse creato un profilo di fantasia sul social network Facebook, da cui avrebbe inviato minacce alla fidanzata, ignara riguardo l’identità del mittente. Giannandrea, attraverso questo nuovo profilo, avrebbe anche stretto amicizia con la sorella di Antonella e con altre 59 persone per depistare le indagini, ma adesso gli inquirenti sospettano infatti che il ragazzo sia entrato nel profilo Facebook della vittima, di cui conosceva nome utente e password, per aggiornare ogni tanto il profilo e sviare in questo modo le indagini.


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