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Cronaca

ABORTO/ Il medico: in Italia mentalità abortista, 6 milioni di interruzioni di gravidanza

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Una violenza del genere è incredibile, perché di fronte al desiderio di questa donna di tenere suo figlio, sono state fatte pressioni così terribili per cui lei alla fine ha ceduto. Invece occorreva aiutare questa donna a realizzarsi come madre, tenendo sempre presente che quel bambino che lei aspettava è unico e irripetibile. Le posso leggere la poesia che mi ha scritto un mio amico di 88 anni?

 

Prego …

 

“Come sarebbe bello se anch’io / potessi pronunciare con gioia il tuo nome / mamma. / Ricordi i primi giorni di attesa, le piccole bugie e le grandi trepidazioni? / Poi una sera quando il mio cuore cominciava a battere nel tuo seno, / sussurrasti a papà delle parole che non potevo capire. / E fu così che non nacqui. / Se oggi però pensandomi / una lacrima solcherà il tuo viso, / il mio perdono non ti potrà mancare. / Accettale come dono per non avermi saputo dimenticare”.

 

Vuole dedicarla ai lettori de Ilsussidiario.net?

 

Certamente. Il punto è questo: che l’aborto è un episodio che una donna non dimenticherà mai più. E mi è capitato che delle signore di 60 anni, durante l’anamnesi in ospedale, dopo avere ammesso di avere fatto un’interruzione volontaria di gravidanza incominciassero a piangere.

 

Per quale motivo in Italia stenta ad affermarsi il principio che una donna che non desidera un figlio, possa partorire e poi affidare il neonato in adozione?

 

Personalmente ho conosciuto diverse donne che, non potendo tenere il figlio ad ogni costo, lo hanno affidato in adozione. Questo passo quindi non deve spaventare. In Italia però la mentalità è abortista, tanto è vero che con la legge 194 si sono verificati in tutto sei milioni di interruzioni di gravidanza. Ma c’è l’ipocrisia di volere affermare che questa in realtà sarebbe una legge in difesa delle donne e per il diritto alla scelta. Il punto è che quando si perde il rispetto per la vita, vuole dire che non se ne comprende più il significato. Via, verità e vita è infatti Gesù Cristo. Anche se oggi si vuole porre un altro fondamento alla società.

 

Di quale fondamento si tratta?


COMMENTI
07/01/2012 - PIU' CHIARO DI COSI...! (GIANLUIGI PARENTI)

Come uomo e come ginecologo ho il desiderio che il mio cuore abbia almeno un millesimo della capacità di verità e di amore di Leo Aletti e che il mio cuore sia continuamente sanguinante e appassionato come il suo.

 
07/01/2012 - ah Lazzati ! (attilio sangiani)

Ho conosciuto da vicino il prof .Lazzati ed anche il Rettore Lazzati nonchè il direttore,per alcuni anni,del quotidiano "L'Italia " e Presidente diocesano della A.C. di Milano,mentre io lo ero di quella di Como. Salva la sua buona fede e senza azzardarmi ad un giudizio morale,riservato solo a Dio ( non giudicate..!) rilevo i termini oggettivi del confronto tra lui e don Giussani. Lazzati apparteneva a quel gruppo di docenti saliti in cattedra alla fine degli anni '30,immediatamente prima della guerra. In quegli anni padre Gemelli era impegnato nel tentativo di "cristianizzare il regime" e di far accettare al mondo "laico"( allora largamente rappresentato dalle istituzioni fasciste ) il pieno diritto dei cattolici a partecipare,con uguale dignità,alla vita politica e culturale. Pertanto si sforzava di "laicizzare" quanto possibile la cultura cattolica,fino a sfiorare il "laicismo". Da qui la "separazione" tra "spirituale" e natura umana. Al fondo c'era un equivoco teologico,perchè non si comprendeva che "spirituale",per il cristiano,significa " alla sequela di Cristo,che non è solo Spirito ", il "Verbo",ma anche "vero uomo",cioè "Verbo incarnato". Giussani,invece,apparteneva ad un'altra generazione di cristiani ed aveva capito che Cristo è il vero ed intero modello per tutti gli uomini,salva,ovviamente,la libertà di accettarlo o meno. Ma se uno si dice "cristiano",dice che lo ha accettato. Da qui una serie di conseguenze gravissime,come la contraccezione e l'aborto,...