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ABORTO/ Il medico: in Italia mentalità abortista, 6 milioni di interruzioni di gravidanza

Pubblicazione:sabato 7 gennaio 2012

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“La mia speranza per il 2012 è che nel nuovo anno si smetta di praticare l’aborto. Qualcuno mi obietterà che non c’è la maggioranza parlamentare per cambiare la legge. Ma la speranza è una cosa diversa da un puro calcolo delle probabilità, o da un semplice desiderio”. Ad affermarlo è Leo Aletti, medico ginecologo, intervistato da IlSussidiario.net. Per l’esperto, “in Italia purtroppo c’è una mentalità abortista, e con la legge 194 si sono verificati in tutto sei milioni di interruzioni di gravidanza. Affermare che questa sarebbe una legge in difesa delle donne e per il diritto alla libera scelta è un’ipocrisia. Il punto è che quando si perde il rispetto per la vita, vuole dire che non se ne comprende più il significato”.

 

Partiamo dal caso di Jenni Lake, la 17enne americana che non si è curata dal tumore pur di partorire ed è morta. Di che cosa è simbolo?

 

Non è affatto un simbolo, Jenni è una persona reale che ha accolto a qualunque costo la vita e il figlio che aspettava. E’ un fatto che commuove, cioè che muove chiunque viene a sapere ciò che è avvenuto.

 

In alcune parrocchie, spesso si cerca di fare adottare i bambini partoriti da madri ignote. Ritiene che sia una scelta che va nella direzione giusta?

 

La questione non è dire se sia giusto o sbagliato, perché in questo modo si finisce per relativizzare quello che è un fatto oggettivo. E’ doveroso e umano compiere una scelta del genere. Mentre la categoria della giustizia può essere strumentalizzata per compiere qualsiasi azione. Anche se tu non conosci l’identità di tua madre o di tuo padre, la vita può essere positiva ugualmente. Non a caso, il cognome più diffuso a Napoli è Esposito, che significa “neonato esposto”, e a Milano è Colombo, che indica il Lazzaretto dove erano abbandonati i bambini in fasce. L’errore invece è fare una questione di giustizia di quello che è un problema umano. La giustizia che abbiamo in Italia infatti va contro la vita, basta vedere quanto afferma la legge 194 sull’aborto.

 

Di recente i giornali hanno parlato di una minorenne trentina, i cui genitori si sono rivolti al pm per costringerla ad abortire, e alla fine l’hanno avuta vinta …


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COMMENTI
07/01/2012 - PIU' CHIARO DI COSI...! (GIANLUIGI PARENTI)

Come uomo e come ginecologo ho il desiderio che il mio cuore abbia almeno un millesimo della capacità di verità e di amore di Leo Aletti e che il mio cuore sia continuamente sanguinante e appassionato come il suo.

 
07/01/2012 - ah Lazzati ! (attilio sangiani)

Ho conosciuto da vicino il prof .Lazzati ed anche il Rettore Lazzati nonchè il direttore,per alcuni anni,del quotidiano "L'Italia " e Presidente diocesano della A.C. di Milano,mentre io lo ero di quella di Como. Salva la sua buona fede e senza azzardarmi ad un giudizio morale,riservato solo a Dio ( non giudicate..!) rilevo i termini oggettivi del confronto tra lui e don Giussani. Lazzati apparteneva a quel gruppo di docenti saliti in cattedra alla fine degli anni '30,immediatamente prima della guerra. In quegli anni padre Gemelli era impegnato nel tentativo di "cristianizzare il regime" e di far accettare al mondo "laico"( allora largamente rappresentato dalle istituzioni fasciste ) il pieno diritto dei cattolici a partecipare,con uguale dignità,alla vita politica e culturale. Pertanto si sforzava di "laicizzare" quanto possibile la cultura cattolica,fino a sfiorare il "laicismo". Da qui la "separazione" tra "spirituale" e natura umana. Al fondo c'era un equivoco teologico,perchè non si comprendeva che "spirituale",per il cristiano,significa " alla sequela di Cristo,che non è solo Spirito ", il "Verbo",ma anche "vero uomo",cioè "Verbo incarnato". Giussani,invece,apparteneva ad un'altra generazione di cristiani ed aveva capito che Cristo è il vero ed intero modello per tutti gli uomini,salva,ovviamente,la libertà di accettarlo o meno. Ma se uno si dice "cristiano",dice che lo ha accettato. Da qui una serie di conseguenze gravissime,come la contraccezione e l'aborto,...