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ABORTO/ Il medico: in Italia mentalità abortista, 6 milioni di interruzioni di gravidanza

Pubblicazione:sabato 7 gennaio 2012

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Basta vedere come è stata costruita l’Unione europea, il cui fondamento è l’euro, cioè il denaro. Il vero fondamento invece è un altro, e la differenza la si vede quando si discute dei temi della vita. Tanto è vero che quella in cui viviamo è una società europea che odora di morte.

 

Per quanto riguarda i temi sulla vita, per il 2012 lei che cosa spera?

 

Spero che si smettano di fare gli aborti. Qualcuno mi obietterà che non è un obiettivo realizzabile. Ma anche il Papa dice di sperare che non ci siano più le guerre. E questo significa che la speranza è una cosa diversa da un puro calcolo delle probabilità, o da un semplice desiderio. Il mio auspicio per il 2012 può essere quindi sintetizzato nella parola “conversione”, e io mi auguro che avvenga questo cambiamento. Non è quindi una questione di strategia. I numeri parlamentari per cambiare la legge sull’aborto non ci sono, ma anche la condanna a morte di Gesù Cristo è stata scelta a maggioranza, dopo che Ponzio Pilato ha chiesto: “Volete libero Gesù o Barabba?”. E tutti hanno scelto di salvare Barabba. Occorre quindi giocare un’altra categoria, mettendo al centro della vita non il calcolo politico o il denaro, ma Cristo. Se sbagli il fondamento, crolla l’intera costruzione.

 

In un’Italia dove la maggioranza delle persone non sono più cristiane praticanti, quale margine di manovra hanno i cristiani sui temi della vita?

 

Le leggi sulla vita non devono essere cristiane, bensì umane. Proprio come la medicina deve seguire le regole dell’anatomia chirurgica, allo stesso modo l’ordinamento giuridico deve rispettare la vera natura dell’essere umano. Nel 2003 Giovanni Paolo II dichiarò che “l’Europa o sarà cristiana o non sarà”. Con questo si intende il fondamento dell’Europa. La Costituzione Ue cita per esempio i Lumi del ’700, ma non le radici giudaico-cristiane. E il motivo è che umano e cristiano coincidono, altrimenti Cristo è soltanto un’immagine. Ed è proprio su questo punto che don Luigi Giussani e Giuseppe Lazzati si sono trovati in disaccordo. Per Lazzati un conto era la dimensione spirituale e un’altra quella temporale. Mentre per Giussani, non è possibile dividerle altrimenti non si riunificano più.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
07/01/2012 - PIU' CHIARO DI COSI...! (GIANLUIGI PARENTI)

Come uomo e come ginecologo ho il desiderio che il mio cuore abbia almeno un millesimo della capacità di verità e di amore di Leo Aletti e che il mio cuore sia continuamente sanguinante e appassionato come il suo.

 
07/01/2012 - ah Lazzati ! (attilio sangiani)

Ho conosciuto da vicino il prof .Lazzati ed anche il Rettore Lazzati nonchè il direttore,per alcuni anni,del quotidiano "L'Italia " e Presidente diocesano della A.C. di Milano,mentre io lo ero di quella di Como. Salva la sua buona fede e senza azzardarmi ad un giudizio morale,riservato solo a Dio ( non giudicate..!) rilevo i termini oggettivi del confronto tra lui e don Giussani. Lazzati apparteneva a quel gruppo di docenti saliti in cattedra alla fine degli anni '30,immediatamente prima della guerra. In quegli anni padre Gemelli era impegnato nel tentativo di "cristianizzare il regime" e di far accettare al mondo "laico"( allora largamente rappresentato dalle istituzioni fasciste ) il pieno diritto dei cattolici a partecipare,con uguale dignità,alla vita politica e culturale. Pertanto si sforzava di "laicizzare" quanto possibile la cultura cattolica,fino a sfiorare il "laicismo". Da qui la "separazione" tra "spirituale" e natura umana. Al fondo c'era un equivoco teologico,perchè non si comprendeva che "spirituale",per il cristiano,significa " alla sequela di Cristo,che non è solo Spirito ", il "Verbo",ma anche "vero uomo",cioè "Verbo incarnato". Giussani,invece,apparteneva ad un'altra generazione di cristiani ed aveva capito che Cristo è il vero ed intero modello per tutti gli uomini,salva,ovviamente,la libertà di accettarlo o meno. Ma se uno si dice "cristiano",dice che lo ha accettato. Da qui una serie di conseguenze gravissime,come la contraccezione e l'aborto,...