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Cronaca

IL CASO/ 1. Monsieur Gilbert è costretto a convertirsi all'Islam per sposarsi

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

Magari il nostro giornalista non è cattolico, si dirà. Non importa, la verità è una, e vale per tutti: la république onora la persona, ma perché qualcuno ha insegnato a onorarla, a considerarla unica e irripetibile, a considerarla la base della politica, dell’opera sociale. Quante conversioni forzate, raccontano i professori delle medie, e Carlo Magno, che obbligava al battesimo con la spada? Terribile, sbagliato, e parliamo di 1.200 anni fa. Ma nessuno ha mai scritto che fosse giusto, nessuno l’ha mai  messo nero su bianco per fondare la costituzione del paese.

Se i cristiani si sono macchiati di atrocità, l’hanno fato per il loro peccato e l’abisso della loro malvagità, non perchè la loro fede o ideologia glielo chiedesse. Per questa incoscienza, questa tiepida o nulla consapevolezza della nostra storia ci facciamo imbonire, e con la scusa del dialogo sottoscriviamo patti iniqui come quelli che prevedono il cambio di religione per sposare una cittadina di un altro paese. Cari amici del Marocco, da noi trovate le vostre moschee, siete liberi di sposare chi vi pare, di frequentare le nostre scuole, di vestirvi come volete, con o senza veli (basta non celare del tutto la propria identità, per forza), noi non concepiamo la logica dell’occhio per occhio. Chiamiamola reciprocità, che ne dite? E se chiedessimo un atto di Battesimo a  tutti i vostri immigrati, per concedere il permesso di soggiorno? Ah già, noi non possiamo, noi. Siamo figli della Ragione che ha illuminato l’oscurantismo della religione che opprime i popoli, noi.

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COMMENTI
09/01/2012 - Complimenti! (Giuseppe Crippa)

Trovo questo articolo particolarmente ricco di spunti molto interessanti. L'ho letto stamane per la prima volta, ma ci sono già tornato sopra in più di un'occasione (fortunato me che ho il tempo per farlo...) Trovo l'autrice davvero brava, e per brava intendo: capace di giudicare i fatti a partire dalla propria esperienza di vita e di proporre i suoi giudizi in modo chiaro e vivace. Una presenza stimolante per il lettore e quindi, di conseguenza, una collaborazione importante per questo giornale.